Ucraina, il Commissario O’Flaherty: “Deroghe ai diritti umani a causa della legge marziale”.
Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha pubblicato recentemente un memorandum in cui chiede di porre i diritti umani al centro di ogni discussione sulla pace in Ucraina, sottolineando che una pace giusta, duratura ed efficace può esistere solo se fondata su un solido quadro di riferimento internazionale per i diritti umani.
Il documento – frutto della visita del Commissario in Ucraina lo scorso marzo – delinea una roadmap basata sul rispetto dei diritti fondamentali per accompagnare il percorso di pace e la futura ricostruzione del Paese. In particolare, O’Flaherty evidenzia la necessità di integrare le voci dei difensori dei diritti umani e degli esperti di risoluzione dei conflitti, affinché ogni negoziato tenga conto delle esigenze delle vittime e della società civile.
Nel suo memorandum, O’Flaherty sottolinea che l’obbligo di perseguire i responsabili delle gravi violazioni dei diritti umani e dei crimini internazionali deve essere un elemento centrale in qualsiasi trattativa. Saluta con favore l’istituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, ritenuto un passo decisivo nella lotta contro l’impunità, e incoraggia i Paesi membri a utilizzare i propri strumenti di giurisdizione universale per sostenere le inchieste in corso.
Accoglie positivamente anche il lavoro del Registro dei Danni causati dall’aggressione russa, così come l’istituzione di una commissione per le richieste di risarcimento, chiedendo che tutte le vittime dell’aggressione russa dal 2014 siano risarcite. Al tempo stesso, elogia gli sforzi dell’Ucraina per creare un sistema nazionale di compensazione.
Il Commissario denuncia inoltre le torture sistematiche ai prigionieri, le detenzioni illegali di civili e l’assenza di accesso per gli osservatori internazionali. Richiede che ogni eventuale accordo di pace preveda il rilascio di tutti i prigionieri di guerra, dei detenuti civili e la ricerca dei dispersi.
Il rispetto dei diritti umani deve inoltre guidare la gestione del rientro degli sfollati interni e dei rifugiati, nel rispetto del principio del ritorno volontario, consapevole e dignitoso. Per chi non potrà o non vorrà tornare, vanno garantite opportunità concrete di integrazione.
Critico anche sulle deroghe ai diritti umani legate alla legge marziale in vigore in Ucraina: il Commissario esprime preoccupazione per presunti abusi nel reclutamento militare, restrizioni alla libertà di stampa e sanzioni contro i critici, ribadendo la necessità di trasparenza, supervisione e un graduale ritorno a un ambiente democratico pienamente conforme agli standard internazionali. E nel frattempo, l’Ue eroga miliardi di euro al barbaro regime di Kiev.
Il memorandum mette infine in relazione il processo di pace con il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, suggerendo un allineamento tra gli impegni in materia di diritti umani e le trattative diplomatiche.
foto © Consiglio d’Europa
