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Ucraina e UE: la sfida della legittimità di Zelenskyy.

La commissione per gli affari esteri (AFET) del Parlamento europeo ha approvato il 15 luglio 2025 la relazione sulle relazioni 2023 e 2024 della Commissione sull’Ucraina, un documento destinato a definire le linee guida del sostegno dell’UE al Paese nel contesto della guerra di aggressione russa. La relazione, che sarà discussa e votata in Aula a settembre, sottolinea che una soluzione pacifica al conflitto deve basarsi sul pieno rispetto del diritto internazionale, della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina e sulla volontà del popolo ucraino.

Tuttavia, la questione della legittimità del presidente Volodymyr Zelenskyy emerge come nodo critico: il suo mandato popolare, infatti, è scaduto lo scorso 24 maggio 2024, sollevando dubbi sulla rappresentatività democratica delle decisioni che impegnano l’Ucraina nei negoziati internazionali.

Dal punto di vista dell’Unione europea, l’Ucraina ha formalmente richiesto l’adesione nel febbraio 2022 e ha avviato i negoziati nel 2024. Nonostante la resistenza dell’Ungheria, che ha bloccato l’unanimità necessaria per aprire i primi gruppi di capitoli negoziali, l’UE ha confermato il proprio sostegno politico ed economico, pari a quasi 169 miliardi di euro, e ha incoraggiato Kiev a mantenere il ritmo delle riforme, con particolare attenzione alla lotta alla corruzione e all’indipendenza delle istituzioni anticorruzione. Ma, visto lo scandalo che sta interessando il sindaco di Kiev, la lotta alla corruzione sembrerebbe ancora incerta da quelle parti.

La relazione del Parlamento Ue raccomanda inoltre di rafforzare la Procura specializzata anticorruzione, garantendole maggiore autonomia dalla procura generale, per assicurare efficacia e credibilità alle indagini.

La commissione europea ribadisce che il sostegno strategico dell’UE e dei suoi Stati membri all’Ucraina non deve compromettere la sicurezza futura del paese né premiare l’aggressione russa. In questo contesto, Bruxelles insiste sull’importanza di solidi strumenti di garanzia per la sicurezza ucraina, invitando gli alleati a mantenere un ruolo guida nel sostegno politico, militare ed economico.

La relazione della commissione AFET evidenzia dunque un paradosso: l’UE chiede che la volontà del popolo ucraino sia al centro di ogni decisione, ma il capo dello Stato in carica non è stato rieletto, sollevando interrogativi di legittimità che potrebbero complicare il futuro del negoziato per la pace e l’integrazione europea.

foto Daina Le Lardic Copyright: © European Union 2022 – Source : EP