14 Marzo 2026
Europa

Ucraina e Stati Uniti firmano memorandum sull’accordo minerario

Ucraina e Stati Uniti hanno firmato un memorandum d’intesa che sancisce la volontà comune di raggiungere un accordo strategico nel settore dei minerali. A renderlo noto è stata la prima vicepremier e ministra dell’Economia ucraina, Yulia Svyrydenko.

“Abbiamo compiuto un passo importante verso un accordo di partenariato economico con gli Stati Uniti. Il memorandum firmato certifica la collaborazione costruttiva tra i nostri team e l’intenzione condivisa di giungere a un’intesa vantaggiosa per entrambe le nazioni”, ha scritto Svyrydenko in un post su Facebook.

Il memorandum rappresenta una tappa intermedia in vista della creazione di un fondo d’investimento destinato alla ricostruzione dell’Ucraina. Secondo quanto dichiarato dalla ministra, l’accordo definitivo dovrebbe aprire la strada a importanti investimenti esteri e all’ammodernamento delle infrastrutture ucraine.

“Ora ci attende la finalizzazione del testo dell’accordo, la firma ufficiale e poi la ratifica da parte dei parlamenti”, ha aggiunto Svyrydenko.

Il percorso verso questo accordo, tuttavia, non è stato privo di ostacoli. La firma iniziale, prevista per il 28 febbraio, era stata bloccata a seguito di un duro confronto verbale tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca.

Il 27 marzo, Kiev ha ricevuto una nuova versione del documento da Washington, ritenuta “molto più rigida” rispetto alla precedente. Tra le clausole più controverse, l’obbligo per Kiev di risarcire gli Stati Uniti per oltre 120 miliardi di dollari in aiuti ricevuti, oltre al trasferimento del controllo del fondo per la ricostruzione all’amministrazione statunitense, finanziato in parte dai proventi delle attività minerarie ucraine.

Zelensky ha espresso riserve sulle nuove condizioni, lamentando un cambiamento unilaterale da parte di Washington. Kiev, nel frattempo, continua a valutare la propria posizione negoziale mentre il dialogo prosegue.

foto UN Photo/Manuel Elías