Ucraina, allarme liquidità: fondi esauriti entro febbraio 2026 senza nuovi aiuti UE
L’Ucraina rischia di trovarsi a corto di liquidità già a fine febbraio 2026 se i partner europei non individueranno canali per proseguire il finanziamento. A sostenerlo è The Economist, secondo cui “il baratro si avvicina rapidamente”.
Il conto della guerra.
Secondo le stime del settimanale, entro la fine del 2025 il totale delle spese militari di Kiev dall’inizio del conflitto — tra bilancio della difesa ucraino, forniture occidentali e sovvenzioni — raggiungerà circa 360 miliardi di dollari. Solo nel 2025 i costi operativi toccheranno 100–110 miliardi, un livello record pari a circa metà del PIL del Paese.
Fonti di finanziamento in esaurimento.
Dei tre pilastri che hanno finora sostenuto l’Ucraina, Washington e il debito domestico si starebbero progressivamente prosciugando. Rimarrebbe dunque l’Europa come ultima leva decisiva: ma per The Economist, i leader del Vecchio Continente dovrebbero usare “ogni mezzo disponibile” per garantire sostegno finanziario, cogliendo una “opportunità storica” per riequilibrare i rapporti di forza con la Russia e rafforzare l’autonomia militare e finanziaria dall’alleato statunitense. Sugli asset russi congelati, come ha ricordato la posizione del Belgio, resta però una profonda frattura tra i 27 Paesi Ue.
Il fabbisogno 2026–2029.
Guardando al medio periodo, la rivista stima che Kiev avrà bisogno di circa 389 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2029 per sostenere lo sforzo bellico e l’economia. Una cifra quasi doppia rispetto ai 206 miliardi ricevuti da febbraio 2022, di cui 133 miliardi dagli Stati Uniti. Alla luce dello scetticismo di Washington su nuovi fondi, The Economist calcola che il peso maggiore ricadrà sugli altri membri della NATO, chiamati a raddoppiare la quota di spesa destinata all’Ucraina da 0,2% a 0,4% del PIL.
La posta in gioco per l’UE.
Per Bruxelles, la sfida è duplice: garantire prevedibilità dei flussi verso Kiev e, al contempo, mantenere il consenso politico interno su impegni finanziari più ambiziosi. Senza un intervento rapido, avverte il settimanale, la stretta di cassa rischia di tradursi in un freno operativo sul fronte e in nuove turbolenze macroeconomiche per l’Ucraina.
foto www.president.gov.ua
