Ucraina, al Cremlino colloqui “costruttivi”.
Un incontro “costruttivo e sostanziale”. Così il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov ha definito il faccia a faccia al Cremlino tra Vladimir Putin e l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff, dedicato al dossier sulla crisi ucraina.
Secondo Ushakov, il colloquio – durato cinque ore – ha permesso di affrontare nel dettaglio le prospettive di un possibile accordo di lungo periodo. Durante la riunione sono state esaminate diverse opzioni di piano di pace, incluse questioni territoriali considerate centrali da Mosca.
Il consigliere ha spiegato che al tavolo sono stati analizzati i documenti già trasmessi in precedenza da Washington, tra cui il piano in 27 punti proposto da Donald Trump, oltre ad altri quattro testi recapitati successivamente. Pur senza rivelarne il contenuto, Ushakov ha ribadito che tutti riguardano un’ipotetica soluzione duratura del conflitto.
Alcune idee americane sono accettabili, altre no.
Ushakov ha precisato che al momento non esiste ancora un piano di compromesso, ma alcune proposte statunitensi risultano “accettabili” mentre altre “non si adattano” alla posizione russa. Nel corso del confronto, Putin avrebbe anche illustrato a Witkoff la valutazione del Cremlino sulle “azioni distruttive” dei Paesi europei nel contesto dei negoziati.
Il presidente russo ha poi inviato, tramite l’emissario americano, “cordiali saluti” a Trump, insieme a una serie di “importanti segnali politici” che – ha riferito Ushakov – sono stati “annotati” dagli interlocutori statunitensi.
All’incontro hanno partecipato anche Witkoff e l’imprenditore Jared Kushner, con cui è stato discusso il potenziale di una futura cooperazione economica tra Russia e Stati Uniti. Kushner, ha aggiunto Ushakov, è coinvolto nei contatti russo-americani sul dossier ucraino già da qualche tempo.
Contatti destinati a proseguire.
Al termine della riunione, il consigliere ha sottolineato che Mosca e Washington “non si sono allontanate” dalle rispettive posizioni, pur riconoscendo che resta “molto lavoro da fare” da entrambe le parti. È stato comunque concordato che i contatti proseguiranno.
Quanto a un eventuale incontro diretto tra Putin e Trump, Ushakov ha spiegato che tutto dipenderà dai progressi dei prossimi colloqui: “Lavoreremo con impegno, sia attraverso gli assistenti sia con gli specialisti del ministero degli Esteri”.
La delegazione americana – ha precisato – rientrerà negli Stati Uniti senza fare tappa a Kiev. Una volta tornati a Washington, i rappresentanti statunitensi analizzeranno i temi discussi e poi riprenderanno il dialogo con Mosca, verosimilmente via telefono.
foto Kremlin.ru
