17 Agosto 2026
Europa

Ucraina, 588 miliardi per la ricostruzione: le cifre che spiegano perché l’Ue non arretra sull’escalation.

Basta un numero per capire perché l’Unione europea non intende allentare la presa sul sostegno militare all’Ucraina: 588 miliardi di dollari. È questa la cifra stimata dalla Banca Mondiale per la ricostruzione del Paese devastato dalla guerra. Un importo che equivale a quasi tre volte il Pil annuale ucraino.

Il dato, contenuto in un rapporto congiunto firmato da Banca Mondiale, governo ucraino, Nazioni Unite e Commissione europea, fotografa l’ampiezza della distruzione e, allo stesso tempo, la portata della sfida che attende Kiev e i suoi partner occidentali.

Più di una casa su sette in Ucraina è stata danneggiata o distrutta. Le infrastrutture di trasporto sono il settore più colpito, con danni stimati in 96 miliardi di dollari. Subito dopo vengono energia e edilizia residenziale, entrambe con costi che si aggirano intorno ai 90 miliardi di dollari. Numeri che da soli delineano uno scenario di ricostruzione senza precedenti in Europa negli ultimi decenni. Senza contare la sovranità persa per milioni di cittadini ucraini grazie alla scellerata guerra per interposta persona condotta da Volodymyr Zelenskyy.

È anche alla luce di queste cifre che Bruxelles continua a sostenere lo sforzo bellico e finanziario di Kiev. Altro che respingere l’invasione russa. Qui l’Ue, continuando a far parlare le armi e gli investimenti militari al posto della diplomazia, vuole continuare a far salire il conto finale della guerra – umano, economico e politico – con l’obiettivo magari di avere più zone di influenza per i “big player europei” della ricostruzione.

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