Uber e il fenomeno del Revolving doors nelle istituzioni europee.

Secondo quanto ricordato dal quotidiano The Guardian, entrato in possesso di un massiccio numero di registrazioni, e-mail e documenti interni della società multinazionale Uber, datati tra il 2013 e il 2017, la compagnia avrebbe tenuto un comportamento ingiustificabile sotto il profilo etico.

I diversi articoli, infatti, denunciano l’esistenza di un legame tra la multinazionale e l’ex vicepresidente esecutivo della Commissione europea Neelie Kroes durante l’esercizio del suo mandato. Precisamente, i documenti divulgati sembrano rivelare che Neelie Kroes stesse negoziando il suo ingresso nel comitato consultivo di Uber mentre ancora rivestiva l’incarico di Commissario europeo per l’agenda digitale.

Inoltre, le e-mail divulgate sembrano provare che un’azione dell’ex Commissario Kroes a favore della multinazionale sia avvenuta sia mentre ricopriva il ruolo di commissario, sia durante il successivo periodo di “cooling off”, al termine del quale ha cominciato a lavorare “ufficialmente” per la società.

LEGGI ANCHE:  Le ultime sanzioni UE contro la Russia.

Sulla base di queste considerazioni un gruppo di eurodeputati* ha chiesto alla Commissione europea se saranno messe in atto misure più stringenti a contrasto del cosiddetto fenomeno delle “porte girevoli”.

A nome della Commissione UE, Věra Jourová in risposta all’interrogazione parlamentare ha dichiarato che “le notizie dei media non sono sufficienti per giungere a conclusioni definitive” e che la Commissione “dispone di un valido quadro di riferimento e di una solida struttura di governance per evitare i conflitti di interesse durante il servizio e i conflitti di interessi connessi alle attività professionali intraprese dopo il periodo di impegno professionale con la Commissione. Le accuse mosse dai media – prosegue – non fanno riferimento a un problema di norme, bensì a una presunta inosservanza delle stesse”.

LEGGI ANCHE:  UE. L'insostenibile leggerezza degli strumenti europei di democrazia diretta.

Conformemente all’accordo interistituzionale che istituisce un registro per la trasparenza obbligatorio, conclude la Jourovà, “i membri della Commissione e i loro consulenti più stretti (componenti dei gabinetti), nonché i direttori generali della Commissione, incontrano solo i rappresentanti d’interessi iscritti in tale registro. Le informazioni relative a tali riunioni sono successivamente pubblicate sui siti internet, rispettivamente, dei membri e delle direzioni generali della Commissione, come previsto dalle decisioni della Commissione 2014/838/UE Euratom e 2014/839/UE Euratom”.


*Marco Campomenosi (ID), Alessandra Basso (ID), Susanna Ceccardi (ID), Gianna Gancia (ID), Silvia Sardone (ID), Mara Bizzotto (ID), Stefania Zambelli (ID), Annalisa Tardino (ID), Elena Lizzi (ID), Marco Zanni (ID), Gianantonio Da Re (ID), Antonio Maria Rinaldi (ID), Isabella Tovaglieri (ID), Marco Dreosto (ID), Massimo Casanova (ID), Danilo Oscar Lancini (ID), Angelo Ciocca (ID), Anna Bonfrisco (ID), Alessandro Panza (ID), Simona Baldassarre (ID), Matteo Adinolfi (ID) e Paolo Borchia (ID).

LEGGI ANCHE:  Continuità territoriale in Sardegna. La Commissaria Vălean risponde a Calenda

foto Copyright European Parlaiment source EP 2021, foto Philippe Buissin