Tutela dei minori in rete, Thierry Breton: “Preoccupa il rapido aumento di materiale pornografico autoprodotto”.

Come ricordato in una recente interrogazione presentata da diversi eurodeputati*, l’uso non controllato di internet da parte dei minorenni sta producendo un’ampia incidenza sui casi di autolesionismo dei giovani europei, nonché la diffusione di contenuti ricercati dai pedofili: “Il fenomeno della pedofilia – si legge nel testo dell’interrogazione – ha assunto oggi connotazioni di inaudita gravità, non solo in conseguenza della diffusione su larga scala di materiale per effetto della Rete, ma anche perché quest’ultima consente un interscambio intimo tra eventuali interlocutori, eliminando alcuni ‘gap’ – anagrafici, culturali – che normalmente limitano il rapporto tra adulto e minorenne”.

Ancora, gli eurodeputati, nel loro provvedimento, hanno evidenziato una pecca normativa nel perseguimento dei pedofili in ambito europeo: “Le attività del legislatore europeo non tengono in effetti in considerazione tutte quelle fattispecie in cui l’abuso sessuale è consumato direttamente in rete, ossia in cui il materiale pedopornografico è fornito dal minore a seguito dell’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra il predatore e la vittima”.

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Premesse che portano a ripensare a una rinnovata responsabilizzazione dei gestori dei siti web e dei provider in materia di controllo e sorveglianza preventiva.

Oggi, sulla questione, a nome della Commissione europea, è intervenuto il Commissario Thierry Breton per ribadire che “nell’ambito della strategia per un’internet migliore per i ragazzi, la Commissione cofinanzia INHOPE, una rete di linee telefoniche di emergenza, al fine di ricevere le segnalazioni di utenti di internet in merito alla presenza di materiale pedopornografico online e intervenire, insieme ai fornitori di servizi online e ai responsabili delle attività di contrasto, per rimuovere i contenuti e raccogliere informazioni relative a statistiche e tendenze”.

Inoltre nel suo intervento il Commissario ha ricordato che “ai sensi della direttiva contro gli abusi sessuali su minori l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori sono configurati come reati” e che “la responsabilità penale degli adulti si applica anche quando il minore collabora”.

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Sul ruolo dei gestori dei siti e dei provider, ha proseguito Breton, “la nuova proposta di legge sui servizi digitali stabilisce una serie di obblighi importanti che si applicano anche alle piattaforme online di dimensioni molto grandi, che dovranno valutare e attenuare i rischi posti dai loro sistemi per quanto riguarda la diffusione di contenuti illegali e le eventuali ripercussioni sui diritti dei minori. La Commissione sta attualmente seguendo l’iter legislativo una proposta di regolamento provvisorio che, a determinate condizioni, consenta ai fornitori di servizi di comunicazione online di continuare ad applicare misure volontarie per combattere gli abusi sessuali online sui minori. Come annunciato nella strategia per una lotta più efficace contro gli abusi sessuali su minori, nel 2021 la Commissione proporrà anche una soluzione legislativa a lungo termine per contrastare efficacemente gli abusi sessuali sui minori. Inoltre – conclude il Commissario europeo – nell’ambito della direttiva riveduta sui servizi di media audiovisivi, le piattaforme per la condivisione di video devono adottare misure, tra cui una verifica efficace dell’età, controlli parentali e meccanismi di segnalazione e indicazione, al fine di limitare l’accesso dei minori a contenuti nocivi online e proteggere il grande pubblico da contenuti che costituiscono reato”.

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*Luisa Regimenti (ID), Silvia Sardone (ID), Anna Bonfrisco (ID), Lucia Vuolo (ID), Elena Lizzi (ID), Marco Dreosto (ID), Stefania Zambelli (ID), Massimo Casanova (ID), Francesca Donato (ID), Gianna Gancia (ID), Simona Baldassarre (ID), Gilles Lebreton (ID), Bernhard Zimniok (ID), Carlo Fidanza (ECR), Joachim Kuhs (ID), Ioan-Rareş Bogdan (PPE), Sergio Berlato (ECR), Raffaele Stancanelli (ECR), Salvatore De Meo (PPE), Daniela Rondinelli (NI), Vilija Blinkevičiūtė (S&D), Ivan Vilibor Sinčić (NI), Ivan Štefanec (PPE), Elżbieta Kruk (ECR), Herve Juvin (ID).

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