Turchia, Arabia Saudita e Pakistan firmano il patto di difesa della Mecca: “Un attacco a uno vale come un attacco a tutti”
Turchia, Arabia Saudita e Pakistan hanno firmato venerdì, nel corso di un summit trilaterale svoltosi al Palazzo di Al-Safa, alla Mecca, un accordo di difesa comune noto come Mecca Joint Defense Agreement. Il patto, siglato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, introduce una clausola di mutua difesa: un attacco armato contro uno dei tre Paesi firmatari sarà considerato un attacco contro tutti e tre.
Secondo quanto riferito da fonti ufficiali turche, l’intesa è un accordo di cooperazione a carattere difensivo che non è diretto contro alcun Paese e punta a rafforzare l’impegno per la pace, la stabilità e la prosperità a livello regionale e globale attraverso la condivisione degli oneri di sicurezza e un approccio comune alla difesa. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la deterrenza collettiva contro qualsiasi atto di aggressione, prevedendo anche lo sviluppo della cooperazione militare tra i tre Paesi.
Erdogan: “Un accordo aperto ad altre nazioni amiche”.
Intervenendo venerdì, il presidente Erdogan ha spiegato che il patto, basato sul principio della deterrenza collettiva, non è rivolto contro alcun Paese e resta aperto all’adesione di altre nazioni amiche interessate a promuovere pace, prosperità e stabilità nella regione. Secondo il capo dello Stato turco, l’intesa rafforzerà la cooperazione nella difesa, i progetti congiunti nell’industria bellica e la lotta al terrorismo, ribadendo al tempo stesso l’impegno di Ankara a risolvere i conflitti attraverso il dialogo e la diplomazia, nel rispetto del diritto internazionale.
Ankara respinge le accuse: “Non è un’alternativa alla NATO”.
Le voci circolate sui social media, secondo cui l’accordo entrerebbe in conflitto con l’Articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico , la clausola di difesa collettiva della NATO, per cui un attacco armato contro un alleato è considerato un attacco contro tutti , sono state respinte con fermezza dalla Direzione delle Comunicazioni turca. In una nota diffusa venerdì attraverso la piattaforma social turca NSosyal, il Centro per il contrasto alla disinformazione (DMM) ha definito tali accuse “del tutto infondate”, parlando di una campagna di manipolazione della percezione pubblica la cui origine sarebbe facilmente individuabile.
Secondo il DMM, l’accordo non è in contraddizione con gli impegni internazionali già assunti da Ankara, compresi quelli in ambito NATO, ma rappresenta piuttosto uno strumento complementare a sostegno della sicurezza regionale. Il centro ha ribadito che gli sforzi della Turchia per sviluppare partenariati regionali non costituiscono un’alternativa alla propria appartenenza all’Alleanza Atlantica, definendo il patto della Mecca non un blocco militare aggressivo, ma un’intesa a carattere difensivo pensata per rafforzare la deterrenza. Il DMM ha precisato inoltre che l’accordo non è rivolto contro alcun Paese o blocco terzo, ma punta a promuovere la cooperazione nell’industria della difesa, nell’addestramento militare, nella condivisione tecnologica e nel rafforzamento della stabilità regionale, invitando infine l’opinione pubblica a non dare credito a “affermazioni infondate e post manipolatori”.
L’Organizzazione per la Cooperazione Islamica: “Passo storico”.
L’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) ha accolto con favore la firma dell’accordo. Il segretario generale Hissein Brahim Taha ha espresso “forte apprezzamento e sostegno” per l’intesa, definendola un passo strategico importante che riflette l’impegno dei tre Paesi a rafforzare la cooperazione regionale e internazionale. Secondo Taha, l’accordo rappresenta un pilastro fondamentale per la sicurezza e la stabilità della regione e dell’intero mondo islamico, oltre che una dimostrazione della volontà condivisa di affrontare le crescenti sfide in materia di sicurezza e di rafforzare la solidarietà tra gli Stati membri dell’organizzazione. Il segretario generale ha inoltre elogiato la leadership dei tre Paesi nel raggiungimento di quello che ha definito un accordo storico, auspicando che possa contribuire alla pace e alla prosperità nella regione e nella comunità internazionale più ampia.
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