Tumori infantili, l’Europa chiamata a colmare i divari: nuove misure nel prossimo bilancio UE?
Il cancro infantile resta una delle sfide più drammatiche e diseguali d’Europa. Nel solo 2022, oltre 9.000 bambini sotto i 14 anni sono stati diagnosticati con una forma tumorale e più di 1.600 hanno perso la vita. Dietro questi numeri si nasconde un dato allarmante: un divario del 20% nei tassi di sopravvivenza tra i Paesi dell’Est e quelli dell’Ovest del continente. A pesare sono l’accesso ineguale a cure, farmaci essenziali e sperimentazioni cliniche.
Servono, quindi, azioni concrete e strutturali per garantire a ogni bambino colpito dal cancro le stesse possibilità di guarigione, a prescindere dal Paese in cui vive, partendo dall’integrazione, nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 dell’Ue, misure mirate per costruire una vera Unione Europea della Salute, assicurando, così, diagnosi precoci, trattamenti di qualità e accesso paritario alle terapie oncologiche pediatriche in tutto il territorio europeo.
Nonostante i progressi medici e tecnologici, guardando il sostegno europeo, il cancro resta la prima causa di morte per malattia tra i bambini in Europa. Ma i numeri sono solo parte della storia. “Troppi bambini, soprattutto nei Paesi dell’Est, non ricevono cure adeguate semplicemente per dove sono nati”, denuncia, per esempio, l’eurodeputato Victor Negrescu.
Secondo fonti sanitarie, anche l’accesso ai farmaci orfani e alle sperimentazioni cliniche pediatriche risulta fortemente squilibrato, con centri d’eccellenza concentrati in pochi Stati e lunghi tempi di approvazione per nuove terapie.
