Tumori: dal Manifesto IncontraDonna una sanità più equa, presentati a Roma gli obiettivi 2026
Un anno di traguardi concreti e una nuova mappa di priorità per il futuro della prevenzione e dell’oncologia in Italia. Questo il bilancio della conferenza stampa promossa a Roma, presso la sede di Fondazione Roma, da Fondazione IncontraDonna per fare il punto sul Manifesto “Un impegno per la salute 2025-2027”. Nato come strumento di patient advocacy, il documento promuove un confronto continuativo tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni e stakeholder per rafforzare l’equità di accesso e l’appropriatezza dei percorsi lungo l’intero cammino del paziente.
I risultati del primo anno e le nuove tappe della prevenzione
Tra i principali risultati raggiunti figurano l’avvio del percorso per l’estensione dello screening mammografico alle fasce d’età 45-49 e 70-74, l’approvazione di un fondo per i test molecolari ESR1 destinato alle pazienti con carcinoma mammario metastatico, i passi avanti nell’aggiornamento dei LEA e il riconoscimento dell’obesità come patologia cronica. Alla Camera dei Deputati è stato inoltre accolto un ordine del giorno per promuovere un PDTA dedicato al carcinoma mammario metastatico all’interno delle Reti Oncologiche Regionali.
La fondatrice di Fondazione IncontraDonna, Adriana Bonifacino, ha evidenziato come l’innovazione sia reale solo quando supera le barriere territoriali e socioeconomiche. La collaborazione tra istituzioni, società scientifiche e associazioni è considerata la chiave per raggiungere una reale personalizzazione della cura.
Le sfide dell’oncologia femminile e della medicina di precisione
Il tumore della mammella resta la neoplasia più frequente tra le donne, con oltre 53 mila nuove diagnosi ogni anno in Italia. Accanto ad esso, anche i tumori ginecologici come quelli a ovaio, cervice uterina, utero e vescica rappresentano una sfida rilevante che richiede un impegno costante. Andrea Botticelli, membro del CdA della Fondazione e responsabile della Breast Unit del Policlinico Umberto I di Roma, ha ricordato che oggi la profilazione molecolare e la genetica oncologica permettono di personalizzare i percorsi e migliorare gli esiti clinici, rendendo fondamentale garantire pari opportunità di accesso a tutte le donne, a prescindere dall’area geografica di residenza.
All’incontro sono stati discussi anche l’attuazione delle misure della Legge di Bilancio 2026 in ambito oncologico, l’integrazione della nutrizione nei percorsi di cura e il consolidamento dei PDTA nei tumori ginecologici.
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