Trump revoca il parere scientifico sui gas serra
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la revoca del cosiddetto endangerment finding, la valutazione scientifica che riconosceva le emissioni di gas serra come una minaccia per la salute pubblica e il benessere collettivo. La decisione, resa nota alla Casa Bianca insieme al capo dell’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) Lee Zeldin, apre la strada a un probabile e lungo contenzioso legale.
Trump ha definito il provvedimento “la più grande azione di deregolamentazione nella storia americana”, sostenendo che l’eliminazione delle restrizioni ambientali ridurrà i costi per cittadini e imprese.
Stop agli standard sulle emissioni.
“Con effetto immediato, stiamo revocando il ridicolo endangerment finding e cancellando gli ulteriori standard sulle emissioni imposti ai veicoli e ai motori”, ha dichiarato il presidente.
Secondo la Casa Bianca, la misura consentirebbe di eliminare oltre 1.300 miliardi di dollari di costi regolatori, con effetti diretti sui prezzi delle automobili. Trump ha assicurato che i consumatori potranno acquistare “auto migliori, più economiche e più efficienti”.
L’endangerment finding, introdotto negli anni passati, rappresentava il fondamento giuridico che permetteva al governo federale di regolamentare le emissioni di gas serra — tra cui anidride carbonica e metano — nell’ambito del Clean Air Act.
Scontro legale all’orizzonte.
La decisione è destinata a provocare forti reazioni e ricorsi in tribunale. Organizzazioni ambientaliste e comunità scientifica hanno infatti già annunciato battaglia.
Gretchen Goldman, presidente della Union of Concerned Scientists, ha criticato duramente il provvedimento, sostenendo che l’eliminazione degli standard sulle emissioni dei veicoli potrebbe comportare il rilascio di oltre sette miliardi di tonnellate di emissioni climalteranti nei prossimi decenni.
Secondo l’associazione, la scelta dell’amministrazione rappresenterebbe un grave passo indietro nella tutela della salute pubblica e nella lotta ai cambiamenti climatici. Gli ambientalisti hanno già fatto sapere di essere pronti a difendere in sede giudiziaria il principio scientifico ora revocato.
La misura segna un ulteriore cambio di rotta nella politica ambientale americana, riportando al centro lo scontro tra esigenze di crescita economica e regolamentazione climatica.
Con la revoca del parere scientifico, l’amministrazione Trump apre una fase destinata a influenzare non solo la politica interna statunitense, ma anche il dibattito internazionale sulle strategie di contrasto al riscaldamento globale.
foto thewhitehouse.gov
