13 Aprile 2026
Europa

Trump proroga di 10 giorni la ripresa dei raid in Iran: “O chiudono l’accordo o colpisco le loro centrali”

Donald Trump ha annunciato di aver concesso all’Iran una proroga di dieci giorni per raggiungere un accordo nucleare, rivelando un dettaglio inedito dietro la sua decisione: Teheran gli avrebbe inviato dieci petroliere battenti bandiera pakistana come gesto distensivo. Un segnale che il presidente americano ha accettato, pur mantenendo toni da ultimatum.

Teheran aveva inizialmente chiesto sette giorni di proroga. Trump ne ha concessi dieci e ha spiegato il perché con disarmante franchezza: “Perché mi hanno mandato dieci petroliere”.

Le conseguenze in caso di mancato accordo, tuttavia, non lasciano spazio a interpretazioni: “Se non faranno quello che devono fare, colpirò le loro centrali elettriche”, ha avvertito il presidente. La politica estera americana, oggi più che mai, è spregiudicatamente votata al ricatto.

Il vuoto di potere a Teheran.

Nonostante la pressione militare, Trump ha ammesso che permane incertezza sulla catena di comando iraniana: “Non ci sono molti candidati disposti a prendere la guida dell’Iran in questo momento”.

Un’osservazione che fotografa, meglio di qualsiasi analisi, il caos in cui versa il regime dopo settimane di bombardamenti. Ora, la nuova scadenza per la ripresa dei raid in Iran è fissata per il 6 aprile. Da quella data, si saprà se la diplomazia avrà prevalso o se le centrali elettriche iraniane diventeranno il prossimo obiettivo.

Nel frattempo si può affermare, senza alcun rischio di smentita, che un’altra grande vittima della crisi in Medio Oriente è il diritto internazionale, ormai ripetutamente calpestato senza alcun pudore e vergogna dagli americani.

foto press.donaldjtrump.com