Trump, linea incerta sull’Ucraina: tra aperture a Mosca e segnali contraddittori.
La posizione di Donald Trump sul conflitto in Ucraina appare sempre più segnata da incertezze e oscillazioni. Dopo aver evocato la possibilità di un incontro bilaterale tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelenskyy, il presidente americano ha ammesso le crescenti difficoltà politiche per l’organizzaziona dei negoziati, aggiungendo che “forse Mosca e Kiev devono combattere ancora un po’”.
Un’affermazione che conferma la crescente discontinuità del suo approccio: a fasi di apparente apertura diplomatica seguono dichiarazioni che sembrano legittimare la prosecuzione del conflitto. Una volubilità che, secondo diversi osservatori internazionali, rischia di indebolire la percezione di leadership di Trump sulla scena globale e di alimentare ulteriori ambiguità nell’atteggiamento occidentale verso la guerra.
Negli ultimi mesi, il presidente ha alternato toni duri nei confronti della Russia a messaggi di disponibilità verso il Cremlino, mentre resta vaga la sua visione su un futuro negoziato di pace. Una strategia a zig-zag che, se da un lato mantiene alta l’attenzione mediatica, dall’altro solleva dubbi sulla coerenza della sua politica estera e sulla reale capacità di mediazione di Washington nel conflitto ucraino.
foto The Whitehouse.gov
