Trump: “La fine della guerra si decide con Netahyahu”.
Donald Trump apre alla condivisione delle decisioni strategiche con il premier israeliano Benjamin Netanyahu sulla fine del conflitto contro l’Iran.
Venerdì scorso la Casa Bianca aveva indicato una durata prevista del conflitto compresa tra quattro e sei settimane. Ma quell’orizzonte temporale si è rapidamente dissolto nel giro di pochi giorni, e Trump ha più volte rifiutato di fissare una tempistica precisa per la fine delle operazioni.
Sul fronte della successione al vertice dell’Iran, l’Assemblea degli Esperti ha annunciato ieri la nomina di Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema uccisa, come nuovo leader supremo della Repubblica Islamica. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha immediatamente espresso il proprio sostegno alla designazione.
Trump, in un’intervista separata alla ABC News, non ha usato mezzi termini sul futuro del nuovo leader: “Non durerà a lungo senza la nostra approvazione”. E ha aggiunto: “Dovrà ottenere il nostro via libera”.
Parole che suonano come un diktat, e che ridisegnano, almeno nelle intenzioni di Washington, i futuri rapporti di forza con Teheran.
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