23 Aprile 2026
Europa

Trump impone nuovi dazi del 100% alla Cina.

Tornano a soffiare i venti di guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Dopo la stretta di Pechino sulle esportazioni di minerali rari, il presidente americano Donald Trump ha annunciato nuovi dazi del 100% contro il Dragone, in vigore dal 1° novembre. Nella stessa data scatteranno anche controlli sulle esportazioni di software essenziali.

Il presidente ha precisato inoltre che non incontrerà Xi Jinping durante il vertice in Corea del Sud previsto tra due settimane.

Un atto molto ostile.

Trump ha definito la mossa cinese “molto ostile”, affermando di essere stato colto di sorpresa dalle “lettere inviate da Pechino in tutto il mondo” per annunciare nuovi controlli sull’accesso alle terre rare e sui minerali strategici. “A partire dal 1° novembre 2025, o prima, gli Stati Uniti imporranno alla Cina una tariffa del 100%, in aggiunta a quelle già in vigore. Sempre da quella data verranno applicati controlli sulle esportazioni di software essenziali”, ha scritto Trump sul suo social Truth, dando seguito alle minacce di nuove misure punitive.

Effetto domino sui mercati.

Le parole del presidente hanno provocato un’ondata di vendite sui mercati finanziari.
Le Borse europee hanno chiuso in netto calo: Parigi ha perso l’1,53%, Francoforte l’1,5%, Londra lo 0,86%, mentre Piazza Affari ha ceduto l’1,74%.

Negli Stati Uniti la reazione è stata ancora più violenta: Wall Street ha chiuso in profondo rosso, con il Nasdaq in caduta del 3,56% e una perdita complessiva stimata di 1.500 miliardi di dollari di capitalizzazione.

La mossa cinese sulle terre rare.

Già a inizio anno, Pechino aveva introdotto restrizioni sulle forniture di materiali fondamentali per l’industria automobilistica e la difesa americana.
Questa settimana la Cina ha inasprito i controlli sulle esportazioni, stabilendo che ogni produttore di chip avanzati nel mondo dovrà ottenere una licenza per utilizzare minerali cinesi.

Il Dragone controlla gran parte della catena di approvvigionamento globale di queste materie prime, e la decisione ha scatenato forte preoccupazione tra le imprese americane ed europee.

Bruxelles chiede “chiarezza e affidabilità”.

Anche l’Unione Europea ha espresso preoccupazione per la stretta cinese. “Stiamo analizzando i dettagli: la Commissione europea si aspetta che la Cina agisca come un partner affidabile e garantisca un accesso stabile e prevedibile alle materie prime critiche”, ha dichiarato il portavoce per il Commercio Olof Gill.

foto whitehouse.gov