7 Ottobre 2026
Europa

Trump: “Entro dieci giorni chiarezza sull’accordo nucleare con l’Iran”.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prevede che entro una decina di giorni emergerà maggiore chiarezza sulla possibilità di un’intesa tra Washington e Teheran sul programma nucleare iraniano.

Intervenendo alla riunione inaugurale del Board of Peace, Trump ha lasciato intendere che le opzioni restano aperte. “Forse raggiungeremo un accordo. Lo saprete probabilmente nei prossimi dieci giorni”, ha dichiarato, riferendosi all’Iran. Il presidente ha aggiunto che, in assenza di progressi diplomatici, gli Stati Uniti “potrebbero dover fare un passo ulteriore”, senza escludere sviluppi di natura diversa rispetto al negoziato.

Massiccio dispiegamento militare Usa.

Parallelamente ai segnali diplomatici, crescono le tensioni sul piano militare. Secondo il The Wall Street Journal, gli Stati Uniti stanno schierando in Medio Oriente il più imponente gruppo aeronautico dai tempi dell’invasione dell’Iraq nel 2003.

Fonti citate da NBC News riferiscono che il Pentagono sta rafforzando la propria presenza nella regione con l’invio di navi aggiuntive, sistemi di difesa aerea e sottomarini. Tuttavia, alcune batterie — inclusi i sistemi Patriot — non sarebbero ancora pienamente operative. Secondo una delle fonti, le risorse attualmente disponibili potrebbero essere sufficienti soltanto per attacchi limitati.

Il The New York Times ha inoltre riportato che i bombardieri strategici B-2 Spirit, già impiegati lo scorso anno contro obiettivi iraniani, sono stati posti in stato di massima allerta. Decine di aerei cisterna necessari per una campagna aerea prolungata sarebbero stati trasferiti nelle aree avanzate. Una seconda portaerei statunitense, in rotta dai Caraibi verso l’area iraniana, potrebbe arrivare entro la fine della settimana o all’inizio della prossima.

Timori per la possibile reazione iraniana.

Secondo il New York Times, le basi militari americane in Medio Oriente non sarebbero pienamente protette in caso di un’eventuale rappresaglia iraniana. Otto installazioni militari, stando a fonti del Pentagono, disporrebbero di sistemi di difesa aerea insufficienti per contrastare un attacco su larga scala.

Altre fonti sostengono invece che gli Stati Uniti sarebbero in grado di difendere basi e strutture alleate almeno nel corso di una campagna di breve durata, mentre restano dubbi sulla capacità di sostenere un conflitto più esteso.

La portaerei USS Gerald R. Ford dovrebbe rimanere al largo delle coste israeliane per contribuire alla protezione di Tel Aviv e di altre città da possibili attacchi iraniani. L’emittente israeliana N12 riferisce che Israele è in stato di massima allerta e si prepara a diversi scenari, sia difensivi sia offensivi.

Le probabilità per il lancio dell’attacco.

Il portale Axios stima al 90% la probabilità di un’operazione militare statunitense contro l’Iran nelle prossime settimane. L’eventuale intervento potrebbe configurarsi come una campagna di diverse settimane, con il coinvolgimento congiunto di Stati Uniti e Israele, in un’azione più ampia rispetto agli attacchi condotti nel giugno 2025 contro infrastrutture nucleari iraniane.

Secondo la CNN, ancora, Trump non avrebbe ancora preso una decisione definitiva, ma le forze armate statunitensi sarebbero pronte a intervenire già nel fine settimana. La CBS inoltre ha riferito che l’amministrazione starebbe valutando un possibile attacco il 21 febbraio, mentre Washington attende una risposta scritta da Teheran nel quadro delle consultazioni in corso.

foto Navy Seaman Daniel Kimmelman