Europa

Trump e il fallimento del piano dei “100 giorni” per chiudere la guerra in Ucraina.

Avrebbe dovuto essere la mossa simbolo della nuova amministrazione repubblicana: chiudere la guerra in Ucraina entro i primi cento giorni di presidenza. Donald Trump, insediatosi ufficialmente il 20 gennaio 2025, aveva promesso di risolvere quello che lui stesso definiva “un pasticcio sanguinoso” ereditato da Joe Biden e gestito in piena sudditanza dall’Unione europea. La data fissata era il 30 aprile 2025.

Oggi, a distanza di mesi, quella promessa appare come un fallimento conclamato. Il conflitto non solo non si è chiuso, ma si è anzi intensificato, con nuove offensive russe e una Kiev sempre più isolata politicamente e militarmente, anche a fronte del progressivo raffreddamento del sostegno occidentale. Con l’ovvia eccezione dei Paesi dell’Ue che, fatti i dovuti distinguo, sono rimasti negli ultimi anni in prima linea nel sostenere l’escalation con Mosca.

Il piano discusso nell’entourage trumpiano, quando ancora prevaleva l’entusiasmo per il secondo insediamento alla Casa Bianca, si articolava in alcuni punti chiave: congelamento delle linee del fronte, istituzione di una zona demilitarizzata con forze di interposizione internazionale, divieto per Kiev di aderire alla NATO per almeno vent’anni e, soprattutto, l’avvio di un negoziato diretto tra Trump e Vladimir Putin. Sul tavolo era stata persino ipotizzata l’uscita di scena di Volodymyr Zelenskyy, considerato dal Cremlino privo di legittimità costituzionale dal maggio 2024.

Ma al netto degli annunci e delle indiscrezioni, il negoziato non è mai realmente decollato. La recente apertura emersa durante l’incontro di Anchorage non ha prodotto alcun risultato concreto, rinviando a un secondo appuntamento, stavolta tra Zelenskyy e Putin. Un vertice che, a giudicare dagli ultimi sviluppi, appare sempre più in salita.

Così, il progetto di chiudere ‘la guerra per interposta persona’ nei primi cento giorni resta un obiettivo mancato per Donald Trump, costretto a fare i conti con la realtà: il conflitto in Ucraina è tutt’altro che concluso e la promessa del ‘deal storico’ si sta trasformando, per ora, in uno dei primi grandi insuccessi della sua nuova amministrazione.

foto The Whitehouse.gov