Trump contro tutti: attacca il Papa, minaccia la NATO e semina il caos tra gli alleati
Bastano poche ore di Donald Trump per scardinare decenni di diplomazia consolidata. In una giornata che rimarrà negli annali della politica estera americana, il presidente degli Stati Uniti ha attaccato frontalmente Papa Leone XIV e minacciato una revisione radicale dell’impegno americano nella NATO. Due uscite che, prese insieme, fotografano con nitidezza il grado di imprevedibilità ormai strutturale della Casa Bianca.
Trump: “Senza di me, Leone non sarebbe in Vaticano”.
L’affondo contro il Pontefice è arrivato via Truth Social, con il tono diretto e senza filtri che ormai contraddistingue la comunicazione trumpiana. Il presidente si è detto insoddisfatto di Leone XIV, che non approva le politiche americane contro il Venezuela, e ha rivendicato un ruolo decisivo nella sua stessa elezione.
“Leone dovrebbe essere grato, perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa clamorosa”, ha scritto Trump. “Non era su nessuna lista per diventare Papa, ed è stato inserito dalla Chiesa solo perché era americano, pensando che fosse il modo migliore per trattare con il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”.
Poi l’affondo finale: “Purtroppo Leone è debole sul crimine, debole sulle armi nucleari: non mi convince”.
Le dichiarazioni arrivano all’indomani di un’omelia anti-guerra pronunciata da Leone XIV nella Basilica di San Pietro, in cui il Papa aveva tuonato contro “l’idolatria del potere e del denaro” e invocato la fine dei conflitti, parole che molti osservatori hanno letto come una critica diretta all’amministrazione americana e alle sue politiche in Medio Oriente.
La NATO “sotto esame”: Trump minaccia gli alleati.
Nel giro di poche ore, Trump ha alzato i toni anche sul fronte atlantico. Parlando con i giornalisti alla Joint Base Andrews, il presidente ha messo apertamente in discussione il valore dell’alleanza per gli Stati Uniti.
“Spendiamo migliaia di miliardi di dollari per la NATO, per proteggerli dalla Russia. Ho sempre pensato che fosse un po’ ridicolo”, ha dichiarato. “E credo che questo sarà oggetto di un esame molto serio”.
La scintilla è stata la posizione degli alleati europei sull’Iran: “Paghiamo migliaia di miliardi per la NATO e loro non ci sono stati vicini”, ha ripetuto Trump, visibilmente irritato. Alla domanda se intendesse punire i Paesi membri che si sono mostrati in disaccordo con Washington, il presidente ha glissato con un laconico: “Vedremo cosa succederà”.
Un’instabilità sempre più sistemica.
Ciò che colpisce non è tanto la singola dichiarazione, la retorica trumpiana contro la NATO non è una novità, quanto la concentrazione e la radicalità delle uscite. Attaccare il Papa, mettere sotto accusa il Pontefice per la sua elezione, minacciare la revisione del patto atlantico: tutto nello stesso giorno, tutto con la stessa nonchalance.
Per gli alleati europei, già alle prese con le pressioni sul riarmo e l’incertezza sui dazi, si tratta dell’ennesimo segnale che la Casa Bianca di Trump non ragiona secondo le categorie tradizionali della diplomazia occidentale.
foto whitehouse.gov
