11 Marzo 2026
Europa

Trump apre a Maduro: “Se possiamo fare le cose facilmente bene, altrimenti le faremo nel modo difficile”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato intendere martedì che non esclude un dialogo con il leader venezuelano Nicolás Maduro, nonostante la recente decisione di Washington di designarlo come capo di un’organizzazione terroristica straniera.

“Vedremo, stiamo discutendo”, ha dichiarato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, durante il volo da Washington a Miami per il weekend del Ringraziamento, quando gli è stato chiesto se intendesse parlare con Maduro.

Alla domanda sul perché resti aperto al confronto pur avendo inserito il leader venezuelano nella lista dei terroristi stranieri, il presidente ha risposto: “Se possiamo salvare vite e fare le cose nel modo facile, bene. Se dovremo farle nel modo difficile, andrà bene lo stesso”.

Incalzato sugli obiettivi di eventuali colloqui, Trump ha lasciato intendere che il quadro è già definito: “Dovreste sapere qual è il nostro obiettivo”. Ha poi accusato Caracas di aver “creato molti problemi” e di aver “mandato milioni di persone nel nostro Paese”.

Il presidente ha ribadito le sue accuse contro il Venezuela, definendolo “il peggior abuso” tra i Paesi che, secondo l’amministrazione statunitense, avrebbero trasferito criminali negli Stati Uniti: “Hanno mandato spacciatori, signori della droga e detenuti. Hanno aperto carceri e li hanno scaricati da noi”.

Le tensioni tra Washington e Caracas sono aumentate da agosto, quando Trump ha ordinato un rafforzamento militare nel Mar dei Caraibi con l’obiettivo dichiarato di colpire i cartelli della droga e interrompere le rotte del narcotraffico, attività che l’amministrazione ricollega al governo Maduro.

Caracas sostiene invece che gli Stati Uniti puntino a un cambio di regime.

Dall’inizio di settembre, l’esercito americano ha effettuato 21 attacchi contro imbarcazioni ritenute cariche di droga, causando la morte di 83 persone, e Trump ha lasciato aperta la possibilità di colpire obiettivi legati al narcotraffico direttamente sul territorio venezuelano.

foto Navy Seaman Apprentice Alyssa Joy