Trump annuncia l’operazione “Project Freedom” in Iran. Si aggira la Risoluzione sui Poteri di Guerra del 1973
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciatoche, a partire dalla mattina di lunedì, la marina americana inizierà a scortare le navi straniere neutrali fuori dallo Stretto di Hormuz. L’iniziativa, ribattezzata “Project Freedom”, è stata presentata dal tycoon come un “gesto umanitario” nei confronti dei Paesi estranei al conflitto che si trovano intrappolati nel cruciale passaggio marittimo.
Secondo quanto dichiarato da Trump, numerose nazioni avevano già avanzato richiesta di assistenza agli Stati Uniti, con imbarcazioni bloccate nella stretta con scorte di cibo e rifornimenti in esaurimento, mettendo a rischio l’incolumità degli equipaggi. “Il movimento delle navi è semplicemente finalizzato a liberare persone, aziende e Paesi che non hanno fatto assolutamente nulla di sbagliato. Sono vittime delle circostanze”, ha dichiarato il presidente.
Trump ha precisato che gli Usa faranno “del loro meglio” per guidare le imbarcazioni fuori dalla zona ristretta, e che queste non vi faranno rientro finché l’area non sarà considerata sicura per la navigazione. Ha inoltre avvertito che qualsiasi interferenza con l’operazione umanitaria “dovrà essere affrontata con la forza”.
Una forzatura, l’ultima missione lanciata da Trump, che nella pratica sta cercando un modo per aggirare la cosiddetta Risoluzione sui Poteri di Guerra del 1973 e continuare la guerra in Iran senza vincoli.
Diplomazia parallela con Teheran.
Sul fronte diplomatico, Trump ha rivelato che i suoi rappresentanti stanno conducendo colloqui “molto positivi” con l’Iran. Teheran, per ora, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito all’annuncio.
Nel frattempo, il presidente ha confermato all’emittente israeliana Kan News di aver esaminato la proposta iraniana per porre fine al conflitto, giudicandola inaccettabile. “Non è buona per me”, ha affermato con nettezza, facendo eco alle dichiarazioni del giorno precedente, quando aveva sostenuto che Teheran non aveva ancora pagato “un prezzo abbastanza alto” per le sue azioni degli ultimi 47 anni.
La mediazione pakistana e lo stallo dei negoziati.
Secondo quanto riportato dall’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, Teheran aveva trasmesso sabato una risposta in 14 punti a una proposta americana, utilizzando il Pakistan come intermediario. Domenica, l’Iran ha confermato di aver ricevuto una controproposta statunitense e di essere in fase di valutazione. Il sito Axios riferisce che gli Usa avrebbero nel frattempo presentato una nuova bozza di accordo rivista.
foto Navy
