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Trasporto merci e insularità, Riformatori: “Situazione drammatica”.

Riconoscere il trasporto delle merci da e per la Sardegna come servizio essenziale e dare piena attuazione al principio di insularità anche sul fronte logistico. È questo l’obiettivo della mozione presentata dai Riformatori sardi e illustrata oggi in Consiglio regionale.

La mozione, spiegano i Riformatori, “impegna la Giunta regionale ad attivarsi concretamente, coinvolgendo il Governo nazionale e le istituzioni europee, per garantire a imprese e cittadini sardi i diritti riconosciuti alle regioni insulari dalla Costituzione”.

A illustrarne i contenuti è stato Michele Cossa, che ha sottolineato la necessità di introdurre obblighi di servizio pubblico esplicitamente riferiti al trasporto merci. Tra le misure previste: una capacità minima garantita di stiva per tutto l’anno, la certezza del viaggio per i vettori che hanno effettuato la prenotazione, l’adeguamento dell’offerta nei periodi di picco stagionale e l’impiego di navi RO-RO dedicate, non in competizione con il traffico passeggeri. In cambio, agli armatori verrebbero riconosciute compensazioni economiche pubbliche. La mozione prevede inoltre la definizione di un costo massimo sostenibile del nolo marittimo, la compensazione dell’impatto dei costi ETS e l’istituzione di un Osservatorio regionale sulle merci per monitorare flussi, tariffe e livelli di servizio.

Il testo impegna infine la Giunta ad avviare con urgenza un confronto con lo Stato e l’Unione europea e a riferire semestralmente al Consiglio regionale sugli esiti delle iniziative intraprese.

Il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca, ha poi denunciato come il tema del trasporto merci sia stato “per troppo tempo relegato ai margini del dibattito politico”, nonostante incida sull’intera filiera produttiva e si rifletta direttamente sui prezzi pagati dai cittadini. Ticca ha ricordato anche la proposta di legge, presentata otto mesi fa, per l’istituzione di un Osservatorio regionale sul trasporto delle merci, rimasta finora senza seguito.

Uno degli snodi centrali della mozione è il confronto europeo. In Corsica, la Francia ha ottenuto dalla Commissione europea l’autorizzazione a un regime di servizio pubblico da 853,6 milioni di euro per il periodo 2023-2030, includendo espressamente il trasporto merci. In Grecia, invece, il sistema di compensazione dei costi dell’insularità prevede un budget annuo tra i 70 e i 150 milioni di euro, con rimborsi diretti a cittadini e imprese.

In Sardegna, spiegano i Riformatori, la situazione diventa particolarmente critica nei mesi estivi, quando i volumi di merci aumentano fino all’80% rispetto alla media annuale. In assenza di un adeguamento dell’offerta marittima, il traffico turistico finisce per sottrarre spazio ai mezzi commerciali, causando ritardi, cancellazioni e incertezza sugli imbarchi. “Non è accettabile – sottolineano – che un vettore scopra solo al momento dell’imbarco se potrà trasportare tutti, parte o nessuno dei semirimorchi prenotati”.

“La situazione è drammatica”, ha ribadito Michele Cossa, parlando di una vera e propria “tassa occulta” che grava sul sistema produttivo regionale. L’incidenza dell’ETS, secondo i Riformatori, può arrivare oggi al 40% del costo del nolo marittimo e, dal 2026, sfiorare il 50%, con effetti pesanti sull’autotrasporto e sull’export delle imprese sarde.