Trasporto marittimo in Sardegna e Sicilia: aumenti dei noli merci e la risposta di Bruxelles alle tensioni insulari
L’aumento dei costi del trasporto merci da e per la Sardegna e la Sicilia si conferma al centro del dibattito economico e politico. Dall’inizio della stagione estiva, alcune compagnie di navigazione hanno applicato rincari unilaterali fino al 50% sulle tratte commerciali non coperte da obblighi di servizio pubblico. Questi aumenti, sommati agli oneri derivanti dall’estensione del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) al settore marittimo, stanno gravando in modo significativo sull’intera filiera logistica, con il rischio concreto di innescare spinte inflazionistiche sui beni di consumo nelle due isole maggiori.
Le preoccupazioni dell’Eurocamera.
I disagi e le ripercussioni sulla tenuta competitiva delle imprese insulari sono stati portati all’attenzione delle istituzioni europee attraverso un’interrogazione scritta firmata dagli eurodeputati del gruppo PPE Marco Falcone, Caterina Chinnici, Salvatore De Meo, Fulvio Martusciello, Letizia Moratti, Giusi Princi, Flavio Tosi e Massimiliano Salini. Richiamando i principi di coesione economica, sociale e territoriale sanciti dagli articoli 174 e 175 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, i firmatari hanno chiesto alla Commissione di chiarire quali iniziative intenda adottare per garantire maggiore trasparenza ed equità nei prezzi del trasporto marittimo. Gli eurodeputati hanno inoltre sollevato il tema delle possibili misure per mitigare l’impatto dei costi dell’ETS ed evitate dinamiche inflazionistiche, proponendo di valutare un rafforzamento dei meccanismi a tutela della continuità territoriale anche mediante la creazione di un fondo dedicato nel bilancio dell’Unione.
La risposta della Commissione Europea.
A nome dell’esecutivo comunitario ha risposto il Commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, il quale, pur riconoscendo l’importanza di affrontare le sfide che incidono sulla sostenibilità economica delle isole, ha precisato che le tariffe dei servizi commerciali di trasporto marittimo sono stabilite dagli operatori di mercato e non sono disciplinate dalla legislazione europea. La Commissione ha comunque ricordato che le compagnie di navigazione restano vincolate al rispetto delle norme UE sulla concorrenza, che vietano intese anticoncorrenziali e abusi di posizione dominante.
Sul fronte della transizione ecologica, l’esecutivo europeo ha sottolineato come il riesame del sistema ETS preveda semplificazioni amministrative e meccanismi dedicati a sostenere gli armatori nell’adozione di combustibili sostenibili e tecnologie pulite, riducendo così i costi di conformità. Infine, richiamando la nuova Strategia dell’UE per le isole adottata a giugno 2026 e le risorse già previste dai fondi di coesione, la Commissione ha evidenziato come le proposte per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale e i relativi partenariati nazionali e regionali offriranno agli Stati membri la flessibilità necessaria per affrontare lo svantaggio strutturale dell’insularità, vincolandoli al contempo ad assegnare risorse specifiche a questi territori.
foto Caterina Chinnici
