8 Agosto 2026
PoliticaSardegna

Trasporto bestiame via mare: nel 2025 (anche con il Governo dei migliori) ancora i soliti disagi.

Nonostante anni di denunce, promesse e dichiarazioni, la questione del trasporto del bestiame vivo dalla Sardegna resta irrisolto. A rimarcarlo, dopo 12 mesi di inerzia (in perfetta linea di continuità con il passato), è stato il Centro Studi Agricoli tornato a lanciare l’allarme sulla grave discriminazione subita dagli allevatori sardi, costretti a fare i conti con una situazione che – come ricordato lo scorso anno – resta immutata, tra “parole al vento” e provvedimenti mai concretizzati.

Moby e Tirrenia, pur beneficiando dei fondi pubblici per la continuità territoriale, continuano a rifiutare l’imbarco di mezzi carichi di animali vivi nelle tratte da e per Olbia. E anche nel 2025, come già accaduto nel 2024 e negli anni precedenti, si ripete l’assurdo: quattro corse giornaliere, nessuna delle quali accessibile agli allevatori, ricorda il presidente del CSA, Tore Piana.

Unica eccezione il Gruppo Grendi, che però offre un solo viaggio settimanale, con orari del tutto incompatibili con le necessità operative e sanitarie del comparto zootecnico. Le conseguenze sono pesantissime: perdite economiche per centinaia di aziende, certificazioni sanitarie a rischio e, in prospettiva, un possibile blocco totale della movimentazione in caso di nuovi focolai di blue tongue nei mesi estivi.

Insomma, un copione già visto che conferma una politica ancora assente: “Questa situazione, già denunciata lo scorso anno, era ampiamente prevedibile. È inaccettabile che nel 2025 la Regione non abbia ancora imposto regole chiare a tutela della zootecnia isolana, già colpita da crisi strutturali e mercati in difficoltà”, prosegue la nota del Centro Studi Agricoli che ha chiesto alla Giunta Todde di fare pressione su Moby e Tirrenia affinchè siano obbligate, in quanto beneficiarie della continuità territoriale, a imbarcare camion con animali vivi e ad aumentare le corse settimanali con almeno due partenze da Olbia e Porto Torres.

Il tono della missiva, dunque, è chiaro: non si accetteranno ulteriori rinvii: “La continuità territoriale vale anche per l’agricoltura e la zootecnia, e deve garantire pari diritti e condizioni agli operatori sardi rispetto al resto del Paese. Se non verranno adottate misure concrete e tempestive, la Regione Sardegna dovrà assumersi piena responsabilità politica e sociale per i danni causati”.