20 Luglio 2026
Sardegna

Trasporti in Sardegna, Confapi lancia l’allarme: “L’isola è al collasso, serve lo status di Regione Ultraperiferica e la sospensione degli ETS”

È un sos senza mezzi termini quello che arriva da Confapi, la Confederazione delle Piccole e Medie Industrie Italiane, sulla crisi dei trasporti in Sardegna. La confederazione, con una posizione congiunta del presidente nazionale Cristian Camisa, del presidente di Confapi Sardegna Giorgio Delpiano e del vicepresidente delegato ai trasporti Gianfrancesco Lecca, definisce la situazione logistica dell’isola una “strozzatura economica permanente che mette a rischio occupazione e competitività dell’intero sistema produttivo sardo”.

Al centro della denuncia c’è un paradosso normativo che penalizza la Sardegna rispetto ad altri territori insulari europei. Regioni come la Martinica, per la Francia, o le Azzorre, per il Portogallo, beneficiano di deroghe specifiche in virtù dell’articolo 349 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, che riconosce loro lo status di Regioni Ultraperiferiche (RUP). Questo consente loro, tra l’altro, di essere esentate o compensate per i costi derivanti dal sistema ETS, il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione, fino al 2030. La Sardegna, pur condividendo le stesse criticità geografiche e logistiche, non gode di alcuna tutela equivalente e rischia di subire per intero l’impatto dei rincari previsti per il 2026: secondo Confapi, i costi delle traversate marittime potrebbero aumentare di oltre il 40%, rendendo insostenibile sia l’export che l’import delle merci.

“La Sardegna subisce oggi una condizione che in altri contesti europei è stata riconosciuta come inaccettabile e corretta con strumenti pubblici mirati”, dichiara Camisa, che siede anche nel Comitato Economico e Sociale Europeo. “Porterò ai tavoli europei la necessità che l’Italia negozi con la Commissione il riconoscimento per la Sardegna di uno status simile a quello delle Regioni Ultraperiferiche. La Francia ha ottenuto l’autorizzazione a sostenere con circa 120 milioni di euro annui il trasporto verso la Corsica: l’Italia deve avere la stessa forza politica per tutelare la sua seconda isola più grande e più lontana”.

Sul fronte regionale, il presidente di Confapi Sardegna Giorgio Delpiano punta il dito su un’occasione mancata: i risparmi generati dagli esiti delle gare sulla continuità territoriale aerea, dove le compagnie hanno operato senza oneri a carico del pubblico, non sono stati reinvestiti per costruire una vera continuità territoriale per le merci. “Dobbiamo garantire obblighi di servizio pubblico che prevedano capacità minima garantita e certezza del viaggio, sottraendo la logistica sarda alla stagionalità del mercato passeggeri”, afferma Delpiano.

L’allarme più urgente arriva però dal fronte dei trasporti su strada. Gianfrancesco Lecca, vicepresidente di Confapi Sardegna e delegato nazionale ai trasporti, avverte che alle difficoltà già esistenti si sta per aggiungere l’entrata in vigore degli ETS 2, che colpirà direttamente il trasporto su gomma. “Le aziende dichiarano di essere allo stremo a causa dei rincari energetici e della pressione dell’ETS sul marittimo. Senza una sospensione immediata e una moratoria sui nuovi balzelli ambientali, il rischio è il blocco totale della produzione sarda, impossibilitata a muovere le merci a costi equilibrati”.