14 Marzo 2026
EuropaPolitica

Trasparenza. La Commissione von der Leyen continua a insospettire il Parlamento Ue

Negli ultimi anni la Commissione europea è stata oggetto di crescenti critiche per presunte pratiche opache nella gestione delle proprie attività. A sollevare il tema sono stati diversi eurodeputati del gruppo ECR, che hanno denunciato la mancata trasparenza in processi decisionali di alto livello, nelle procedure di appalto pubblico e nei rapporti con organizzazioni non governative finanziate dall’UE.

Le preoccupazioni sul deficit democratico.

Secondo i firmatari dell’interrogazione, tra cui Dick Erixon, Charlie Weimers e Beatrice Timgren, la Commissione avrebbe rifiutato di divulgare comunicazioni rilevanti durante gare pubbliche, limitato l’accesso ai contratti stipulati con ONG e applicato esenzioni “autoimposte” alle regole di trasparenza per gli incontri con autorità di Paesi terzi. Una condotta che, avvertono, rischia di minare la fiducia dei cittadini europei e di compromettere la coerenza dell’UE quando chiede agli Stati membri di rispettare gli stessi principi.

Le domande rivolte alla Commissione.

Gli eurodeputati hanno quindi posto tre quesiti principali: quali misure concrete intenda adottare l’esecutivo comunitario per migliorare la trasparenza, se sia compatibile con i principi democratici che gli europarlamentari possano accedere ai contratti di finanziamento delle ONG solo sotto vincoli di riservatezza e se la presidente Ursula von der Leyen si impegnerà a pubblicare un elenco completo degli incontri con rappresentanti non UE dal 2022 in avanti.

La risposta dell’a Commissione.’Esecutivo europeo.

Il commissario europeo Serafin, a nome dell’esecutivo comunitario, ha ribadito l’impegno della Commissione verso la trasparenza, ricordando che dal 1° gennaio 2025 le regole si applicano anche a tutto il personale con funzioni dirigenziali. Restano però escluse dagli obblighi di pubblicazione le riunioni con autorità pubbliche di Paesi terzi, missioni diplomatiche e organizzazioni intergovernative, per le quali si garantisce informazione attraverso comunicati stampa o canali social.

Appalti e accesso ai documenti.

In materia di appalti pubblici, la Commissione ha ricordato che il principio di trasparenza è sancito dall’articolo 163 del Regolamento finanziario dell’UE, ma con limitazioni: le offerte dei partecipanti restano coperte da una presunzione di non accessibilità per cinque anni, prorogabile in casi specifici. Quanto ai contratti di finanziamento delle ONG, Bruxelles ha chiarito che non sono documenti pubblici, e che il Parlamento europeo ne ha già avuto accesso “in piena conformità con il quadro legale applicabile”.

Un nodo ancora irrisolto.

La risposta non sembra destinata a chiudere il dibattito: resta aperta la questione di come conciliare esigenze di riservatezza e principi di responsabilità democratica, in un contesto in cui la trasparenza dell’azione europea continua a essere al centro del confronto politico e istituzionale.

foto https://www.president.gov.ua/