Trading online, la truffa dei “guadagni facili”: sassarese raggirato per migliaia di euro
La piattaforma era convincente, i guadagni arrivavano puntuali, il broker sembrava professionale. Poi, nel momento in cui la vittima ha provato a incassare quello che credeva di aver guadagnato, è calato il silenzio. Niente soldi, niente risposte, niente accesso al conto. Solo il vuoto e la consapevolezza, amara e tardiva, di essere stati truffati.
È la storia di un uomo di Sassari finito nella rete di una delle frodi più diffuse del momento: le false piattaforme di trading online che promettono rendimenti straordinari, costruiscono una fiducia apparente con guadagni iniziali fasulli, e poi spariscono nel momento in cui la vittima cerca di rientrare in possesso del proprio denaro.
Il meccanismo è collaudato nei dettagli e terribilmente efficace. Il sassarese viene contattato e convinto a iscriversi a una piattaforma di investimenti online che promette profitti rapidi e consistenti. Le prime operazioni sembrano andare benissimo: il saldo cresce, i numeri sul monitor diventano sempre più rassicuranti, fino a raggiungere apparentemente la cifra di 27mila euro di guadagno.
È a questo punto che scatta la seconda fase della truffa. Per poter finalmente riscuotere i propri guadagni, alla vittima viene chiesto di effettuare ulteriori versamenti, una procedura presentata come necessaria per sbloccare il prelievo, pagare commissioni, o soddisfare requisiti burocratici inventati ad hoc. La vittima paga. E da quel momento in poi, il broker sparisce. Nessuna risposta, nessun accesso alla piattaforma, nessun euro riscosso.
Le indagini: i soldi finivano in criptovalute.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Enna e condotte congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra mobile, hanno permesso di risalire al conto corrente su cui erano confluiti i versamenti della vittima. Il titolare è un cittadino di origine rumena residente a Valguarnera Caropepe, in provincia di Enna.
Gli accertamenti delle Fiamme Gialle hanno ricostruito con precisione il percorso del denaro: l’indagato riceveva le somme sul proprio conto e, nelle ore immediatamente successive, ne tratteneva una parte e trasferiva il resto verso piattaforme telematiche di criptovalute e trading online. Un sistema rodato per disperdere il denaro in canali difficilmente tracciabili e far perdere le tracce dei flussi finanziari.
Il GIP, ritenendo configurato il reato di riciclaggio, ha disposto il sequestro preventivo di una somma equivalente a quella sottratta all’investitore sassarese.
L’esecuzione del provvedimento ha poi portato al sequestro di due unità immobiliari di cui l’indagato è proprietario al 50%, oltre a 18mila euro custoditi su un conto corrente. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a circa 50mila euro tra denaro contante e beni immobili.
Un fenomeno in espansione.
Il caso di Sassari non è isolato. Le truffe attraverso false piattaforme di trading online sono in forte crescita in tutta Italia, alimentate dalla facilità con cui si costruiscono siti apparentemente professionali e dalla difficoltà delle vittime di distinguere operatori regolari da frodatori. La Guardia di Finanza raccomanda di verificare sempre che le piattaforme di investimento siano autorizzate dalla Consob, di diffidare di chi promette rendimenti garantiti e di non effettuare mai versamenti aggiuntivi per “sbloccare” prelievi già maturati: è quasi sempre il segnale che si è caduti in una truffa.
