10 Settembre 2026
Cultura

La tracolla porta iPhone fa il tutto esaurito in soli 12 giorni (nonostante le polemiche).

Ci sono volute meno di due settimane per smentire gli scettici e trasformare una delle polemiche tech più accese dell’ultimo mese in un caso di studio di marketing. La nuova tracolla porta iPhone in tessuto a maglia, lanciata recentemente negli Apple Store e finita subito nel mirino dei social media per il suo prezzo considerato “esorbitante” rispetto ai materiali utilizzati, è ufficialmente sold out.

In soli 12 giorni dal lancio, le scorte sono terminate online e in tutti i punti vendita fisici del colosso di Cupertino, da New York a Tokyo, passando per Milano. Un fenomeno che dimostra la distanza che spesso intercorre tra l’indignazione sul web e le reali abitudini di acquisto dei consumatori Apple.

Design minimalista e polemiche sul prezzo di vendita.

Al momento della presentazione, l’accessorio aveva diviso nettamente l’opinione pubblica. Realizzata con un particolare tessuto in maglia intrecciata, morbido al tatto e dal design minimalista, la tracolla era stata giudicata da molti come un “lusso non necessario”. Il cartellino del prezzo, 159,95 e 249,95 euro a seconda della lunghezza, aveva scatenato commenti sarcastici e l’indignazione di molti utenti su tutte le piattaforme social.

La risposta del mercato globale: un oggetto da collezione?

Nonostante il coro di disapprovazione virtuale, la tracolla è diventata immediatamente un oggetto del desiderio per collezionisti e non, un vero e proprio status symbol. La velocità con cui il prodotto è sparito dagli scaffali suggerisce che il target di riferimento non cercava un semplice accessorio funzionale, ma un elemento di stile distintivo.

L’esaurimento globale in tempi record evidenzia una tendenza ormai consolidata: l’ibridazione tra tecnologia e moda. L’accessorio non serve più solo a trasportare il telefono, ma a “vestirlo”, e il pubblico è disposto a pagare un premio significativo per l’esclusività e l’estetica, ignorando completamente le logiche del risparmio. Apple, o i brand che gravitano nel suo ecosistema, hanno vinto ancora la scommessa.

Foto di Jan Kuss da Pixabay.com