17 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Todde e la “supercar” a noleggio. Pittalis pontifica ma chi può “scagliare la prima pietra” in politica?

La “strana vicenda del noleggio auto” che coinvolge la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, finisce oggi al centro dello scontro politico. Ad alimentare la polemica è l’esponente di Forza Italia, Pietro Pittalis, ironico verso la scelta della presidenza di sostituire l’auto di servizio con un’ammiraglia di fascia alta, per un costo di circa 1800 euro al mese.

Secondo Pittalis, la decisione sarebbe in contrasto con le “condizioni delle strade sarde”, spesso al centro di segnalazioni per criticità e manutenzioni carenti. Da qui l’affondo politico del forzista: “Cambiare l’auto presidenziale, e per di più con un modello di lusso, significherebbe dare un segnale poco coerente rispetto alle priorità dell’isola”.

Il nodo dei costi.

Il punto più controverso riguarda il costo del noleggio, che – sempre stando alle ricostruzioni di Indip – sarebbe superiore ai prezzi medi di mercato (1800 contro preventivi ordinari di 800 euro mensili). Un dettaglio che ha alimentato critiche e sarcasmo nella pagina Facebook di Pittalis: “Il prezzo è giusto, anche se non si capisce per chi”.

L’operazione, va ricordato, è formalmente legittima (loro sono loro e voi non siete un…) e rientra nelle prerogative dell’amministrazione regionale. Tuttavia, in una fase segnata da difficoltà economiche, slogan sul management, “onestà” e richieste di rigore nella spesa pubblica, l’episodio assume un forte valore simbolico.

Moralismi a intermittenza.

Il caso, però, apre anche una riflessione più ampia (non saranno certo 86mila miseri euro a ricordare che la politica punta solo alla greppia). Perché se è legittimo interrogarsi sull’opportunità di una spesa da oltre 86 mila euro per un’auto di rappresentanza, è altrettanto vero che nessuna forza politica dell’attuale arco parlamentare può realisticamente ergersi a paladina di integrità.

Sia nelle finanziarie regionali sia in quelle nazionali, infatti si registrano puntualmente – ad ogni assestamento e manovra finanziaria -, emendamenti e stanziamenti che finiscono per favorire specifiche categorie, territori di riferimento, lobby e reti di consenso. Spese spesso ben più consistenti di quelle necessarie per il noleggio di un’auto, ma che raramente suscitano lo stesso clamore mediatico (soltanto nel primo anno di mandato della presidente Todde, in perfetta linea di continuità con il passato, sono stati “distratti” circa 240 milioni di euro).

Il tema, dunque, non è soltanto l’ammiraglia scelta dalla presidente Todde, ma la coerenza complessiva (Forza Italia compresa) del sistema politico nella gestione delle risorse pubbliche. L’indignazione selettiva, insomma, rischia di trasformarsi oggi in arma di propaganda più che in reale richiesta di trasparenza. Che, in politica, nessuno vuole e chiederà mai.