11 Agosto 2026
Sardegna

Terzo settore: cercasi project manager e fundraiser

Il terzo settore italiano non è più quello di una volta. Non cerca solo persone mosse da ideali e spirito di servizio: cerca project manager, fundraiser, esperti di dati, figure capaci di gestire budget e coordinare team. È la fotografia che emerge dal Report 2026 dell’Osservatorio Job4Good , giunto alla settima edizione , che ha analizzato 5.275 posizioni pubblicate da 1.057 organizzazioni non profit tra il 2023 e il 2025. Una base dati solida, costruita non su questionari di percezione ma su comportamenti reali: ciò che gli enti scrivono quando assumono.

Educatori introvabili, ma la domanda cresce.

La prima evidenza è quasi paradossale. Mentre il dibattito pubblico denuncia un’emergenza nazionale sulla carenza di educatori , il 35 per cento dei posti nei corsi di laurea in Educatore professionale sanitario è rimasto vuoto nell’anno accademico 2025/26 , le organizzazioni continuano ad aumentare le richieste: gli educatori sono passati dal 6,51 per cento delle posizioni pubblicate nel 2023 al 7,80 per cento nel 2025. Crescono anche gli operatori sociali. Il sistema formativo e retributivo, insomma, non riesce a produrre le figure che il settore continua a cercare.

A meno di un mese dal recepimento della Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, il non profit si presenta in posizione migliore rispetto al settore privato: gli annunci con informazioni economiche sono saliti dal 20 al 27,5 per cento, con la RAL dichiarata nel 12,4 per cento dei casi. Nel settore privato italiano, per confronto, solo un’azienda su sei indica lo stipendio. Eppure tre annunci su quattro nel non profit restano ancora privi di qualsiasi indicazione economica , una lacuna che ha un costo concreto: chi pubblica la RAL riceve fino al 35 per cento di candidature pertinenti in più.

Il dato più stridente della ricerca riguarda le forme contrattuali. Il settore si sta strutturando , crescono fundraising (12,20%), project management (11,69%), amministrazione (9,58%), e fanno il loro ingresso stabile l’IT e le figure ESG, quadruplicate in due anni , ma il contratto a tempo indeterminato resta fermo al 7,6 per cento, sostanzialmente invariato dal 2023. Il tempo determinato sale al 35,6 per cento e rimane la porta d’ingresso quasi obbligata, anche per ruoli concepiti per durare nel tempo. Un paradosso che rischia di allontanare proprio i profili più qualificati che il settore vorrebbe attrarre.

In un Paese che conta 1,178 milioni di NEET tra i 15 e i 29 anni , secondo posto in Europa dopo la Romania , il terzo settore rappresenta un potenziale bacino di inserimento lavorativo. Ma le modalità di accesso sono cambiate: stage e tirocini si concentrano oggi per il 27,95 per cento nel fundraising, per il 12,60 per cento nel digital e social media, per il 10,96 per cento nell’amministrazione. Il primo contatto con il sociale avviene sempre più spesso davanti a uno schermo che sul campo.