23 Aprile 2026
EuropaPolitica

Terre rare, Pechino stringe le maglie dell’export: allarme per l’industria della difesa europea.

La decisione della Cina di inasprire ulteriormente, a partire dal 1° dicembre 2025, le regole sull’esportazione delle terre rare riporta al centro del dibattito europeo il tema della dipendenza strategica da Pechino. Si tratta di materiali essenziali per l’industria high-tech e per la difesa, utilizzati nella produzione di aerei da combattimento, sottomarini e sistemi d’arma avanzati. Il rafforzamento dei controlli da parte cinese è letto a Bruxelles come un segnale politico chiaro: il controllo quasi totale del mercato globale delle terre rare viene sempre più utilizzato come leva geopolitica.

Una circostanza che dovrebbe (mentre la Commissione europea spinge per la nuova strategia del Riarmo) evidenziare i rischi sostanziali per l’autonomia tecnologica e per la sicurezza dell’Unione. Una dipendenza da Pechino che espone l’Europa a pressioni politiche e compromette la capacità di garantire la continuità delle catene di approvvigionamento nei settori più sensibili, in particolare quello della difesa.

Sul tema il commissario Andrius Kubilius ha, diversamente dal solito, riconosciuto la gravità della situazione. “Le dipendenze europee dalle materie prime critiche non solo minano la competitività di lungo periodo e la transizione industriale dell’Ue, ma rischiano di compromettere anche gli obiettivi di prontezza militare e il sostegno all’Ucraina, configurandosi come un vero e proprio rischio per la sicurezza europea”.

Secondo la Commissione, le misure di controllo all’export introdotte dalla Cina – sia quelle già in vigore dall’aprile 2025 sia quelle annunciate nell’ottobre successivo – rappresentano una minaccia seria per l’industria europea della difesa. Sebbene alcune restrizioni siano state sospese per un anno, non sono state formalmente revocate, mentre restano pienamente operative le limitazioni precedenti su terre rare e magneti permanenti. Da qui l’invito agli Stati membri a mantenere alta la vigilanza rispetto a ulteriori possibili mosse di Pechino.

Per ridurre queste vulnerabilità, la Commissione ha varato il 3 dicembre 2025 il piano d’azione RESourceEU, pensato per garantire l’accesso a fonti alternative di materie prime critiche nel breve, medio e lungo periodo. Il piano prevede l’accelerazione dei progetti europei nel settore, con uno stanziamento di 3 miliardi di euro già dal prossimo anno, e un rafforzamento delle politiche di economia circolare, in particolare attraverso il recupero e il riutilizzo delle terre rare dai materiali di scarto.

A partire dal 2026 sarà inoltre istituito il Centro europeo per le materie prime critiche, che avrà il compito di coordinare finanziamenti, acquisti congiunti, attività di stoccaggio e monitoraggio delle catene di approvvigionamento. Parallelamente, Bruxelles intende proseguire le partnership con Paesi ricchi di risorse e rafforzare il coordinamento con Stati “affini” e con la Nato nei principali fora multilaterali.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare la resilienza industriale e la capacità di difesa dell’Unione entro il 2030. Ma la stretta cinese sulle terre rare conferma quanto il percorso verso l’autonomia strategica europea resti complesso e quanto le decisioni di Pechino possano incidere direttamente sulla sicurezza del continente.

foto Philippe Buissin Copyright: © European Union 2025 – Source : EP