Tensione nel Golfo: l’Iran colpisce Kuwait e Bahrain. Trump: “La Repubblica iraniana potrebbe cessare di esistere”.
Resta alta la tensione nel Golfo Persico. Nella notte si è registrato l’ultimo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran. Le stesse Guardie della Rivoluzione iraniana (IRGC) hanno rivendicato nella mattinata un’operazione militare congiunta con missili balistici e droni contro otto siti strategici americani in Kuwait e Bahrain, tra cui la base aerea di Ali Al Salem e il quartier generale della Quinta Flotta americana nel porto di Salman.
Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, l’attacco è stato condotto tra le 2:00 e le 3:00 ora locale e si configura come risposta diretta ai raid americani contro cinque posizioni costiere iraniane, avvenuti nelle ore precedenti. Teheran ha definito l’operazione come decisiva e ha avvertito che qualsiasi futura azione da parte del nemico, indipendentemente dalla sua portata, riceverà una “risposta schiacciante”.
I Pasdaran hanno inoltre rivendicato la propria autorità sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, richiamando il cosiddetto “memorandum di Islamabad”, e hanno minacciato misure ancora più dure contro le navi che violino i propri accordi. In caso di ulteriori infrazioni al cessate il fuoco, Teheran ha fatto sapere che potrebbe revocare tutti gli accordi in essere.
Il Kuwait , in mattinata, ha dichiarato che i propri sistemi di difesa aerea sono in azione per contrastare “minacce ostili” di missili e droni. Il Bahrain, dal canto suo, ha attivato le sirene di allarme pubblico, invitando la popolazione a raggiungere i rifugi più vicini.
Il Comando Centrale americano (CENTCOM) ha confermato, in mattinata, di aver condotto nuovi raid su “obiettivi militari multipli” in Iran per ordine del presidente Donald Trump. Secondo la dichiarazione ufficiale, gli attacchi sono stati scatenati dopo che un drone iraniano ha colpito la petroliera M/T Kiku – battente bandiera panamense e carica di oltre due milioni di barili di greggio – alle 4:30 del mattino ora di Washington del 27 giugno, mentre transitava nelle acque vicino allo Stretto di Hormuz.
I raid americani hanno preso di mira infrastrutture di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione, siti di difesa aerea, depositi di droni e capacità di posa di mine dell’Iran. CENTCOM ha precisato che le forze americane rimarranno “vigili e pronte” a proteggere il traffico commerciale nello Stretto.
Esplosioni sono state segnalate anche in diverse zone del sud dell’Iran, tra cui Sirik e l’isola di Qeshm, con i media iraniani che hanno riferito di danni a una torre di telecomunicazioni nel villaggio di Tahrouyi.
Trump: “La Repubblica iraniana potrebbe cessare di esistere”.
Dalla Casa Bianca è arrivato un messaggio durissimo. Il presidente Trump, su Truth Social, non ha escluso una ripresa delle operazioni militari americane su scala ancora maggiore. “Potrebbe arrivare un momento in cui non saremo più in grado di essere ragionevoli e saremo costretti a completare militarmente il lavoro che abbiamo avviato”, ha scritto il presidente. “Se ciò accadesse, la Repubblica Islamica d’Iran non esisterà più».
foto whitehouse.gov
