Telemarketing e frodi telefoniche, l’Agcom apre alla numerazione breve.
Un nuovo passo nella lotta alle frodi telefoniche e allo spoofing. L’Agcom ha avviato una consultazione pubblica di 45 giorni sulla proposta di modifica del Piano di numerazione, che prevede l’introduzione dell’uso di numerazioni brevi come numero chiamante per chiamate e messaggi, anche nell’ambito di attività di teleselling e telemarketing legale.
La decisione è stata assunta dalla Commissione Infrastrutture e Reti (CIR) dell’Autorità, in risposta a un contesto di mercato sempre più segnato da pratiche aggressive di contatto della clientela e da numerosi tentativi di frode. Fenomeni spesso collegati al CLI spoofing, la tecnica che consente di mascherare il numero chiamante rendendo difficile l’identificazione dell’autore della chiamata e aggirando le norme sulla privacy e sul Registro pubblico delle opposizioni.
Negli ultimi mesi l’Autorità ha già rafforzato il proprio intervento regolatorio. Con le delibere 106/25/CONS e 271/25/CONS, Agcom ha introdotto misure stringenti per contrastare lo spoofing proveniente dall’estero, imponendo agli operatori il blocco delle chiamate illecite che simulano numerazioni fisse o mobili italiane, salvo i casi di utenti in roaming. Le disposizioni, operative dal 19 novembre, hanno prodotto risultati significativi, consentendo per la prima volta una misurazione oggettiva del fenomeno e riducendo in modo consistente il traffico fraudolento con numeri nazionali.
Come spesso accade, però, il traffico illegale si è in parte spostato verso l’uso di numerazioni estere, che non possono essere bloccate dagli operatori per via degli obblighi di interconnessione e interoperabilità internazionale. Un aspetto che rende comunque più riconoscibili le chiamate sospette agli occhi degli utenti, oggi più attenti di fronte a numeri stranieri sconosciuti.
Per completare il quadro delle tutele e rafforzare la trasparenza, Agcom propone ora un’ulteriore misura: consentire agli operatori e ai call center che operano nel rispetto delle regole di utilizzare numeri brevi italiani a tre cifre, già noti ai consumatori perché impiegati per l’assistenza clienti o per i servizi gratuiti. Numerazioni che, se autorizzate anche per le chiamate in uscita, sarebbero immediatamente riconoscibili e facilmente associabili a soggetti identificabili e affidabili.
Secondo l’Autorità, l’uso delle numerazioni brevi nel teleselling e nel telemarketing contribuirebbe a rafforzare la fiducia degli utenti, riducendo il rischio di confusione tra chiamate legittime e tentativi di frode. Un ulteriore vantaggio è di natura tecnica: i numeri brevi non possono essere replicati dall’estero, rendendo più difficile l’abuso da parte di soggetti fraudolenti.
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