9 Agosto 2026
Europa

Teheran: “Stop alle bombe in Libano o niente negoziati con gli USA”

Nessun negoziatore iraniano è atterrato a Islamabad e nessuno ha intenzione di farlo finché Israele non smette di bombardare il Libano. È quanto afferma la Fars News Agency, agenzia di stampa ufficiale iraniana, smentendo le notizie circolate nelle ultime ore su alcuni media americani , tra cui il Wall Street Journal , che riferivano dell’arrivo di una delegazione di Teheran nella capitale pakistana per avviare colloqui di pace con Washington.

Secondo una fonte anonima citata dall’agenzia, l’Iran avrebbe informato ufficialmente le autorità pakistane della propria indisponibilità a partecipare a qualsiasi round negoziale prima che venga stabilito un cessate il fuoco in Libano.

La posizione di Teheran: “Pace condizionata”.

La linea iraniana trova conferma anche nelle dichiarazioni ufficiali. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha ribadito che qualsiasi trattativa finalizzata a porre fine al conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele dipenderà dal rispetto da parte di Washington degli impegni di cessate il fuoco “su tutti i fronti, con particolare riferimento al Libano”.

La dichiarazione di Baghaei rispecchia una postura negoziale che Teheran ha reso non negoziabile: prima si fermano le bombe, poi ci si siede al tavolo.

La tregua che non vale per il Libano.

Sullo sfondo c’è un accordo di cessate il fuoco della durata di due settimane, annunciato martedì scorso dagli Stati Uniti e dall’Iran e mediato dal Pakistan. Ma sull’estensione geografica della tregua le versioni divergono in modo netto: mentre i mediatori pakistani e Teheran sostengono che l’intesa copra anche il territorio libanese, Washington e Tel Aviv smentiscono categoricamente questa interpretazione.

Nel frattempo, sul campo la situazione precipita. Dall’intensificazione dell’offensiva israeliana in Libano, avviata da mercoledì, si contano almeno 303 morti e 1.150 feriti, secondo i dati della Protezione Civile libanese. Dall’inizio dell’operazione espansa israeliana, il 2 marzo scorso, il bilancio complessivo sale a 1.888 vittime e 6.092 feriti, stando alle cifre del ministero della Salute di Beirut.

Insomma, finché le bombe cadono sul Libano, Teheran ha già risposto: al tavolo a islamabad non ci andrà.

foto UN Photo/Manuel Elías