11 Settembre 2026
Sardegna

Tasse “invisibili”: il 95,7% del carico fiscale è pagato “inconsapevolmente”. In Sardegna sono 1.113.000 i contribuenti Irpef

Una famiglia italiana “media” , coppia di lavoratori dipendenti con un figlio a carico , quest’anno verserà complessivamente 20.592 euro di tasse. Ma la stragrande maggioranza di questa somma, il 95,7%, viene prelevata senza che i contribuenti se ne accorgano davvero: attraverso la busta paga o nascosta nei prezzi di beni e servizi di uso quotidiano. Solo una piccola fetta, il 4,3% (887 euro, tra bollo auto e Tari), viene pagata “consapevolmente”, cioè con un versamento diretto.

È quanto emerge da un’elaborazione dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che ha scomposto il prelievo fiscale in tre categorie.

Come si spartisce il conto.

Le tasse “alla fonte” , Irpef, contributi Inps e addizionali , pesano per 13.030 euro, il 63,3% del totale: soldi che il datore di lavoro trattiene automaticamente prima che il dipendente li veda in busta paga.

Le tasse “occulte” valgono altri 6.676 euro (32,4%): qui la voce principale è l’Iva sugli acquisti (5.044 euro), a cui si aggiungono accise su benzina e bollette, l’imposta e il contributo sanitario sull’Rc auto, il canone Rai e i bolli su conto corrente e risparmi.

Le tasse “consapevoli”, quelle versate di tasca propria in modo diretto, si fermano a 887 euro.

L’anestesia fiscale dei dipendenti.

Il meccanismo del sostituto d’imposta , cioè il datore di lavoro che trattiene le tasse prima di pagare lo stipendio , produce quella che la CGIA definisce una vera e propria “anestesia fiscale”: il dipendente non tocca mai con mano il denaro che versa allo Stato.

Situazione opposta per gli autonomi, che pagando di persona percepiscono in modo molto più diretto il peso del fisco, e non a caso mostrano un’insofferenza maggiore verso le tasse. Va però ricordato che l’Irpef, pur essendo la principale fonte di gettito, copre solo il 30% circa delle entrate fiscali complessive: sul restante 70%, il rischio di evasione riguarda l’intero sistema , non solo le partite Iva, ma anche società di capitali, multinazionali del digitale e lavoro sommerso.

Recupero record dall’evasione.

Sul fronte del contrasto all’evasione, il 2025 ha segnato un record: Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione hanno recuperato 36,2 miliardi di euro, il 44% in più rispetto al 2022, grazie a fatturazione elettronica, split payment e invio telematico dei corrispettivi.

L’Italia è tra i Paesi UE più tassati.

Con una pressione fiscale al 43,1% del Pil nel 2025, l’Italia si colloca al quinto posto nell’Unione europea, dietro Francia (46,1%), Danimarca (45,5%), Belgio (44,2%) e Austria (44,1%), ma ben sopra la media Ue (40,7%) e distante dalla Germania (41,8%) e soprattutto dalla Spagna (38,1%).

Focus: i contribuenti sardi.

Guardando ai dati per provincia (anno 2024), la Sardegna conta complessivamente circa 1.113.000 contribuenti Irpef, distribuiti su cinque province/aree:

ProvinciaContribuenti totaliDipendentiPensionatiAutonomiRedditi da partecipazione
Sassari341.541189.416113.07313.62212.252
Cagliari293.820166.41693.95411.3938.030
Sud Sardegna229.681118.35087.6687.2737.335
Nuoro142.32971.49655.3186.2136.339
Oristano105.93052.18641.8713.9013.992

Sassari è la prima area sarda per numero di contribuenti, davanti al capoluogo regionale Cagliari , un dato che riflette anche una diversa articolazione amministrativa del territorio dopo la riforma delle province sarde.

La quota di pensionati sul totale dei contribuenti è particolarmente alta in tutte le province sarde: a Oristano e Sud Sardegna supera il 38%, contro una media nazionale che si attesta intorno al 34%. È un segnale demografico coerente con il progressivo invecchiamento della popolazione dell’isola e con i flussi migratori dei più giovani verso il Continente in cerca di lavoro.

Il peso dei lavoratori autonomi resta contenuto ovunque: tra il 3,7% (Oristano) e il 4,3% (Sud Sardegna) dei contribuenti totali, valori in linea con la media nazionale (circa il 3,7%), a conferma che anche in Sardegna il grosso del gettito fiscale “visibile” grava su una minoranza di contribuenti.

Confrontando i dati sardi con il quadro nazionale , dove su 42,8 milioni di contribuenti solo 1,6 milioni sono autonomi , emerge come il modello “trattenuta alla fonte” descritto dalla CGIA riguardi la stragrande maggioranza anche dei contribuenti sardi: la quasi totalità dei redditi dichiarati nell’isola proviene da lavoro dipendente o pensione, categorie per cui il prelievo fiscale è, appunto, quasi del tutto invisibile.

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