17 Agosto 2026
Politica

TARI 2026, la riduzione annunciata dal centrosinistra nasconde un aumento dei costi del servizio

La riduzione della TARI annunciata dal sindaco Massimo Zedda non convince l’opposizione. A contestare la narrazione dell’amministrazione comunale è il consigliere comunale di CiviCa, Giuseppe Farris, secondo il quale il calo delle tariffe per le utenze domestiche sarebbe accompagnato da un ulteriore incremento dei costi complessivi del servizio di igiene urbana.

Nel mirino del consigliere, in particolare, sono finite le recenti comunicazioni a mezzo social del primo cittadino, che ha evidenziato “una riduzione della tassa sui rifiuti per le famiglie rispetto al 2024, la conferma delle agevolazioni per gli studenti universitari e l’introduzione del bonus sociale destinato ai nuclei familiari con redditi più bassi”.

Secondo Farris, tuttavia, il dato centrale sarebbe un altro. Il Piano economico finanziario per il 2026 prevede infatti un incremento dei costi del servizio pari a circa 720 mila euro rispetto all’anno precedente, corrispondente a un aumento dell’1,7%, percentuale che rappresenta il limite massimo consentito dalle regole dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA).

L’esponente dell’opposizione richiama inoltre il costo unitario del servizio rifiuti nel capoluogo sardo, che secondo i dati riportati nelle delibere comunali raggiungerebbe i 76,63 euro per chilogrammo di rifiuti prodotti, a fronte di una media nazionale stimata intorno ai 45 euro. Un valore che, a suo giudizio, evidenzierebbe un significativo scostamento rispetto ai costi standard di riferimento.

Giuseppe Farris, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Giuseppe Farris, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Tra gli aspetti maggiormente contestati vi è anche il peso della morosità e dell’evasione tariffaria. Farris, attraverso un post sulla propria pagina Facebbok, ha sostenuto infatti che una quota rilevante del piano finanziario, pari a circa 11 milioni di euro nel 2026 e destinata a superare i 12 milioni dal 2027, sia utilizzata per “coprire crediti di difficile riscossione”. Una situazione che, secondo il consigliere, finirebbe per trasferire sui contribuenti regolari il costo dell’incapacità dell’amministrazione di contrastare efficacemente il fenomeno.

L’esponente di CiviCa evidenzia inoltre come la riduzione della TARI per le utenze domestiche sia stata resa possibile grazie a un intervento diretto del bilancio comunale pari a 4,6 milioni di euro. Risorse che, osserva, provengono dai contribuenti.

Ma non solo. Farris ha poi rivendicato – contrariamente alle omissioni della maggioranza – che le locazioni a favore degli studenti universitari ora rientrano nella categoria delle utenze domestiche esclusivamente grazie ad un suo emendamento, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. In assenza di tale modifica, infatti, queste abitazioni sarebbero rimaste classificate tra le utenze non domestiche, nella categoria assimilata alle strutture alberghiere senza ristorazione, con un conseguente aggravio tariffario.

Tari-Cagliari, foto Farris
Tari Cagliari, foto Giuseppe Farris

Critiche nel merito che contrastano l’inconsistenza della pressoché quotidiana comunicazione istituzionale di via Roma che non perde l’occasione di rivendicare i risultati ottenuti sul fronte della fiscalità locale e del miglioramento dei servizi.

Due letture opposte, dunque, che non possono che alimentare il confronto politico in Consiglio comunale: da una parte la Giunta, che rivendica una riduzione della pressione fiscale per le famiglie e maggiori servizi; dall’altra l’opposizione, che denuncia costi ancora troppo elevati, inefficienze nella riscossione e una riduzione delle tariffe ottenuta principalmente attraverso risorse aggiuntive del bilancio comunale.