13 Aprile 2026
Europa

Taibe, l’ultima città cristiana della Cisgiordania sotto assedio dei coloni israeliani

Taibe non è più il posto tranquillo di una volta. La città della Cisgiordania occupata, a est di Ramallah, è l’unico centro abitato interamente cristiano della regione, la tradizione vuole che persino Gesù vi abbia cercato rifugio, ma oggi i suoi circa 1.500 abitanti vivono in un clima di paura crescente, sotto la pressione quotidiana degli attacchi dei coloni israeliani.

“Gli attacchi israeliani non distinguono tra musulmani e cristiani. Tutti sono nel mirino, e c’è via libera dall’estrema destra per fare quello che vogliono”, ha dichiarato Khaldoun Hanna, sindaco facente funzioni di Taibe. Secondo Hanna, i coloni hanno occupato numerose terre agricole: “Stanno rubando proprietà palestinesi, attaccando case e veicoli. Persino stabilimenti industriali e aziende a ovest della città sono stati sequestrati”, ha aggiunto.

A raccontare la violenza quotidiana è anche Suleiman Khoury, ex sindaco e residente cristiano della città. “Dal 7 ottobre 2023 ci è stato impedito di raccogliere le olive. Siamo stati picchiati e ci hanno rubato le attrezzature”. Nonostante tutto, Khoury non cede. “La terra è preziosa per noi. Ci abbiamo lavorato, ci abbiamo messo impegno. Se i coloni se la prendono, non ci resterà nulla”.

Il sindaco Hanna non ha dubbi sulle intenzioni dei coloni: “Vogliono svuotare la terra della sua gente, ma questo non accadrà. Vivremo qui con dignità o moriremo sulla nostra terra. Non ce ne andremo”.

Gli attacchi recenti hanno incluso l’incendio di parte della storica Chiesa di San Giorgio, assalti a case e automobili e scritte razziste sui muri. All’inizio di febbraio, l’Alto Comitato Presidenziale per gli Affari Ecclesiastici in Palestina aveva già lanciato l’allarme, avvertendo in un messaggio alle chiese di tutto il mondo che le violenze “minacciano la presenza storica dei cristiani sulla loro terra”.

Il quadro generale: Cisgiordania sempre più sotto pressione.

Circa 750.000 coloni israeliani vivono in centinaia di insediamenti in tutta la Cisgiordania occupata, di cui circa 250.000 a Gerusalemme Est. Dall’inizio della guerra a Gaza, nell’ottobre 2023, le operazioni militari e dei coloni si sono intensificate: secondo i dati ufficiali palestinesi, hanno causato la morte di almeno 1.132 palestinesi, il ferimento di circa 11.700 persone e la detenzione di oltre 22.000 individui.

foto Carlos da Pixabay.com