Supporto militare all’Ucraina, Pedicini: “Invio armamenti senza distinzioni di sorta”.

La Commissione europea, attraverso le parole della Presidente von der Leyen, ha confermato l’intenzione di prorogare, per tutto il tempo necessario, il sostegno logistico militare a favore dell’Ucraina inizialmente attivato nel quadro dello strumento europeo per la pace, esortando tutti gli Stati membri a fare la propria parte nel rifornire l’Ucraina di tutte le armi richieste e a farlo nel minor tempo possibile, abbandonando ogni esitazione riguardante la classificazione tra “armi leggere” e “armi pesanti”.

A ricordarlo recentemente una interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputato Piernicola Pedicini del gruppo dei Verdi/ALE, per chiedere alla stessa Commissione se l’invio di qualsiasi tipologia di armamento all’Ucraina possa essere ritenuto appropriato e, inoltre, se saranno resi pubblici i costi e la lista degli armamenti consegnati dagli Stati membri all’Ucraina.

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In risposta alla scottante richiesta del deputato italiano è intervenuto l’Alto rappresentante dell’UE Josep Borrell per il quale “il sostegno militare dell’UE alle forze armate ucraine nell’ambito dello strumento europeo per la pace (EPF) – attualmente del valore di 2 miliardi di EUR – è l’espressione della solidarietà politica dell’UE per aiutare l’Ucraina a difendersi e a difendere la sua popolazione”.

In tempi non sospetti, probabilmente, la stessa azione ‘umanitaria’ sarebbe stata decisamente stigmatizzata dalle stesse istituzioni europee con altri attori e circostanze ma, in questo caso, prosegue Borrell “la portata delle forniture è in linea con le priorità espresse dall’Ucraina, che riguardano equipaggiamenti letali e non letali. Nel quadro dell’EPF – prosegue l’Alto rappresentante -, la Commissione svolge il ruolo di amministratore delle misure di assistenza ed è responsabile dell’attuazione finanziaria delle misure di sostegno dello strumento stabilite dal Consiglio. Il comitato dell’EPF definisce ulteriormente il tipo e l’entità del sostegno da stanziare nell’ambito della misura di assistenza, tenendo conto delle priorità raccomandate dallo Stato maggiore dell’UE per venire incontro alle esigenze delle forze armate ucraine”.

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Sulla trasparenza delle operazioni di invio degli armamenti di ogni singolo Stato membro l’Alto rappresentante ha poi aggiunto che “la pubblicazione di qualsiasi informazione relativa alle forniture nell’ambito dell’EPF è una prerogativa di ciascuno Stato membro dell’UE; a livello interno, gli Stati membri dell’UE condividono tali informazioni tra loro”. Insomma, difficile aspettarsi una comunicazione di pubblico servizio e tempestiva nel merito.

Infine, Borrell, nel suo intervento, ha ribadito la bontà dell’operazione di invio di armi all’Ucraina. Diplomazia chi mai era costei?: “La fornitura di armi, secondo quanto gli Stati membri ritengono opportuno, è intesa a difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina e a sostenere la difesa del paese contro l’aggressione russa, proteggendo nel contempo i valori condivisi dell’Unione e l’ordine internazionale basato su regole”.

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