6 Settembre 2026
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Super-dazio pasta: verso il 107% sul made in italy italiano.

Nuovo affondo contro il Made in Italy. L’amministrazione Trump ha annunciato un super-dazio sulla pasta italiana, destinato a salire al 107% a partire da gennaio 2026. Il provvedimento nasce da un’indagine antidumping del Dipartimento del Commercio americano che accusa le aziende italiane di vendere pasta a prezzi inferiori a quelli di mercato, danneggiando i concorrenti statunitensi.

L’indagine e le aziende coinvolte.

La revisione ha preso in esame 18 aziende italiane, ma solo due – La Molisana e Garofalo – sono state sottoposte a controllo approfondito. Secondo il Dipartimento Usa, entrambe non avrebbero fornito informazioni complete, venendo così colpite da un margine di dumping del 91,74%. Lo stesso coefficiente è stato esteso anche ad altre aziende, tra cui marchi di rilievo come Barilla, Sgambaro e Rummo, facendo lievitare il dazio complessivo fino a oltre il 100%.

La reazione delle istituzioni italiane.

Il governo italiano si è immediatamente attivato. L’ambasciata a Washington, insieme ai ministeri degli Esteri e dell’Agricoltura, sta cercando di convincere le autorità statunitensi a rivedere la decisione. “Seguiamo con attenzione il dossier – ha dichiarato da Washington il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida –. Non vediamo alcuna giustificazione per un simile meccanismo iper-protezionista”.

L’allarme delle associazioni di settore.

Durissime le reazioni delle associazioni di categoria. Per Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, la decisione è “inaccettabile”, poiché ha colpito indiscriminatamente tutto il settore. Sulla stessa linea Coldiretti, che ha definito il provvedimento “un colpo mortale per il Made in Italy”, ricordando che nel 2024 l’export di pasta negli Stati Uniti aveva raggiunto un valore di 671 milioni di euro.

Un mercato strategico a rischio.

Gli Stati Uniti rappresentano il secondo mercato estero per la pasta italiana dopo la Germania. Un dazio del 107% significherebbe un raddoppio del prezzo al consumo, con conseguente crollo della domanda e spazio sempre maggiore ai prodotti “Italian sounding”. Cristiano Laurenza, segretario dei pastai di Unione Italiana Food (UIF), ha parlato di “insulto al prodotto simbolo del Made in Italy”, sottolineando il carattere politico della misura.

Coldiretti: “Serve un’azione forte del Governo”.

La Coldiretti ha lanciato un appello al Governo e all’Unione Europea affinché intervengano con decisione per tutelare la pasta, simbolo della dieta mediterranea. “Le accuse di dumping americane sono inaccettabili e strumentali al piano di Trump di spostare le produzioni negli Stati Uniti – ha dichiarato il presidente Ettore Prandini –. È fondamentale difendere la nostra filiera per non svendere un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo”.

foto shuichin da Pixabay.com