15 Ottobre 2026
Europa

Sudan in fiamme, ma l’UE evita accuratamente di “disturbare” gli Emirati Arabi Uniti.

Mentre in Sudan la situazione precipita ogni giorno – con massacri, violazioni dei diritti umani e civili presi di mira dalle armi che continuano a fluire nel Paese – in Europa il tema delle sanzioni verso i Paesi che proteggono i capitali dei signori della guerra non è una priorità.

In un’interrogazione scritta rivolta all’Alto Rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas (quella che si indigna ogni giorno per le azioni della Federazione Russa) l’eurodeputato Per Clausen ha chiesto di riferire sulle misure che l’UE intenda adottare contro gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, indicati come attori chiave nell’alimentare il conflitto tramite forniture di armi al gruppo paramilitare RSF.

Quando si tratta degli Emirati, Bruxelles assume il profilo basso.

È difficile non notare l’ironia della situazione: mentre l’UE sanziona con solerzia Paesi molto meno strategici, quando si tratta degli Emirati Arabi Uniti tutti improvvisamente perdono la voce. Del resto, gli asset del signore della guerra Mohamed Hamdan Dagalo (Hemetti), leader delle RSF, riposano tranquillamente negli Emirati. Un dettaglio che, evidentemente, non incoraggia iniziative troppo aggressive.

foto Jaroslav Šmahel da Pixabay.com