Stretto di Hormuz, traffico record: oltre 40 navi in un solo weekend
Oltre quaranta navi mercantili hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nel corso del fine settimana, segnando un record senza precedenti dall’inizio dell’escalation nella regione. È quanto emerge dalle elaborazioni dell’agenzia TASS sui dati dei sistemi di monitoraggio del traffico marittimo.
Il picco è stato toccato sabato 18 aprile, con 37 transiti in un’unica giornata, cifra che polverizza il precedente record di 16 attraversamenti, stabilito appena quattro giorni prima, il 14 aprile. Domenica 19 aprile, invece, solo otto imbarcazioni sono riuscite a transitare prima che l’Iran annunciasse la nuova chiusura dello stretto.
Un corridoio strategico nel mirino.
La situazione si inserisce in un contesto di tensioni crescenti tra Tehran e Washington. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva in un primo momento annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale. Una finestra di breve durata: il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero mantenuto il blocco navale nei confronti della Repubblica Islamica fino al raggiungimento di un accordo definitivo.
La risposta di Tehran non si è fatta attendere. La Marina dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC), l’unità d’élite delle forze armate iraniane, ha annunciato la chiusura dello stretto fino alla completa revoca del blocco navale americano, invitando gli armatori ad attenersi esclusivamente alle indicazioni iraniane e definendo le dichiarazioni di Trump sulla situazione nello stretto come non credibili.
In gioco il cuore energetico del pianeta.
Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti di transito più strategici al mondo per il trasporto di idrocarburi: attraverso i suoi 33 chilometri di larghezza minima transita circa un quinto del petrolio consumato a livello globale. Qualsiasi interruzione del traffico in questo corridoio ha ripercussioni immediate sui mercati energetici internazionali.
Il braccio di ferro tra le due potenze, con lo stretto che si apre e si chiude a seconda delle dichiarazioni delle ultime ore, lascia armatori e mercati in uno stato di profonda incertezza.
