Stretto di Hormuz, Starmer “cambia idea”: “Riaprire lo Stretto è essenziale”
Riaprire lo Stretto di Hormuz è “essenziale” per la stabilità dei mercati energetici globali. È quanto hanno concordato il presidente americano Donald Trump e il premier britannico Keir Starmer in una telefonata domenicale, stando a quanto reso noto da Downing Street. I due leader hanno discusso della situazione in Medio Oriente e della necessità di ripristinare la navigazione commerciale attraverso la strategica via d’acqua, concordando di risentirsi a breve. La Casa Bianca non ha rilasciato commenti immediati.
La chiamata, come noto, arriva in un momento di tensione acuta: lo Stretto di Hormuz è di fatto bloccato dall’inizio di marzo. Attraverso quel corridoio transitano normalmente circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno. La sua chiusura ha già fatto impennare i prezzi del greggio a livello mondiale, alimentando timori per una prolungata crisi energetica. Sabato Trump aveva già lanciato un ultimatum di 48 ore all’Iran, minacciando di colpire le centrali elettriche iraniane qualora Teheran non avesse riaperto il passaggio.
Ma al di là dei contenuti della telefonata, la scena che si delinea racconta qualcosa di più profondo sul nuovo ordine geopolitico europeo: in Unione Europea non ci sono “capitani coraggiosi”, ma leader che attendono di allinearsi alla posizione di Washington. Starmer, che guida un Paese fuori dall’UE ma che resta il principale interlocutore europeo di Trump, si affretta a condividere la linea americana, senza elaborare una posizione autonoma né tantomeno europea. Non una proposta di mediazione, non un’iniziativa diplomatica indipendente: solo un’eco fedele delle priorità della Casa Bianca.
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