Stretto di Hormuz, l’UE nell’incertezza, Kallas: “Non è chiaro cosa stia facendo Washington”
L’Unione Europea (non potrebbe essere altrimenti) naviga a vista sullo Stretto di Hormuz. La responsabile della politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha ammesso pubblicamente che Bruxelles fatica a comprendere le mosse di Washington: “Non è chiara quale sia l’azione degli Stati Uniti”, ha dichiarato in un’intervista alla BBC, aggiungendo però che un principio resta intoccabile: “Non possiamo legittimare alcun pedaggio o tassazione su queste rotte di navigazione, aperte da sempre a tutti”.
Kallas ha denunciato come il blocco dello stretto stia causando “enormi sofferenze al resto del mondo” e ha ribadito la disponibilità europea a collaborare con altri Paesi per garantire la libertà di navigazione, ma soltanto a operazioni militari concluse. Nel frattempo, la stessa “illuminata esponente estone” non compie alcun passo in avanti in Europa sul fronte della de-escalation con la Russia. Quando si dice la coerenza…
Le dichiarazioni arrivano all’indomani di un intervento della stessa Kallas al Consiglio di Sicurezza dell’ONU a New York, dove la diplomatica estone aveva tracciato un parallelo netto tra la guerra in Ucraina e il conflitto in Medio Oriente, definendoli “il più grave crollo del diritto internazionale dalla Seconda Guerra Mondiale”. “Le crisi in Europa e in Medio Oriente rappresentano il segnale più chiaro di un abbandono delle vecchie regole, inclusa la Carta dell’ONU”.
Nel mirino di Kallas anche la deriva verso quella che ha definito una “politica di potenza coercitiva”. Detto da chi butta benzina sul fuoco dal 2022 sul fronte del conflitto in Ucraina fa un certo effetto. “Sentiamo parlare molto di multipolarità – ha sottolineato – ma chiariamolo: la multipolarità senza il freno del diritto internazionale non è mai stata pacifica né stabile, e alla fine sfocia sempre nella devastazione”.
Lo scenario si è ulteriormente complicato dopo che domenica il presidente americano Donald Trump ha annunciato sul suo social network un blocco navale dello Stretto di Hormuz, in seguito al fallimento dei negoziati con Teheran. Il tycoon ha minacciato di distruggere “quel poco che resta dell’Iran” e ha avvertito che qualsiasi azione ostile sarà affrontata con la forza.
Una mossa che ha già fatto sentire i suoi effetti sulle economie europee. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha reso noto che il conflitto ha già aggiunto 22 miliardi di euro alla bolletta energetica dell’UE, spingendo Bruxelles a studiare misure d’emergenza: dalla flessibilità sugli aiuti di stato al sostegno agli stoccaggi di gas, fino all’accelerazione dell’elettrificazione per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
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