Stretta contro l’Iran: dazi USA sui Paesi che commerciano con Teheran.
Gli Stati Uniti alzano il livello della pressione economica sull’Iran e su chi continua a fare affari con Teheran. Con un nuovo ordine esecutivo, il presidente Donald Trump ha disposto la possibilità di imporre dazi aggiuntivi fino al 25% sui prodotti provenienti da Paesi che, direttamente o indirettamente, acquistano beni o servizi iraniani.
La decisione si inserisce nella lunga serie di misure adottate da Washington dal 1995, quando l’allora presidente Bill Clinton dichiarò l’Iran una «minaccia straordinaria» per la sicurezza nazionale americana. Secondo la Casa Bianca, le politiche del governo iraniano continuano a rappresentare un pericolo per gli interessi statunitensi e richiedono strumenti di pressione ancora più incisivi.
Tariffe come leva geopolitica.
Il nuovo provvedimento introduce un meccanismo mirato: sarà il Dipartimento del Commercio, in coordinamento con quello di Stato, a stabilire se un determinato Paese intrattiene scambi con l’Iran. In caso di accertamento, il segretario di Stato potrà raccomandare al presidente l’imposizione di dazi sulle merci provenienti da quel Paese.
L’obiettivo dichiarato è scoraggiare la comunità internazionale dal sostenere l’economia iraniana e rafforzare l’efficacia delle sanzioni già in vigore. Il testo prevede anche la possibilità di modificare o inasprire le misure qualora emergano nuove informazioni o in caso di ritorsioni commerciali contro gli Stati Uniti.
Monitoraggio continuo e margini di revisione.
L’amministrazione statunitense affida al segretario di Stato il compito di monitorare l’evoluzione della situazione e di proporre ulteriori azioni se le tariffe non dovessero produrre i risultati attesi. Allo stesso tempo, il presidente si riserva la facoltà di allentare le misure qualora l’Iran o i Paesi coinvolti compiano «passi significativi» per allinearsi agli interessi di sicurezza di Washington.
Il provvedimento definisce in modo ampio cosa si intende per “beni o servizi iraniani”, includendo anche le transazioni effettuate tramite intermediari o Paesi terzi quando l’origine possa essere ricondotta a Teheran.
Un segnale al mercato globale.
L’ordine, entrato in vigore il 7 febbraio 2026, rappresenta un chiaro avvertimento ai partner commerciali degli Stati Uniti: continuare a fare affari con l’Iran potrà avere un costo elevato. La Casa Bianca punta così a isolare ulteriormente la Repubblica islamica, utilizzando la leva tariffaria come strumento di politica estera e di sicurezza nazionale.
Resta da vedere come reagiranno gli alleati europei e asiatici, molti dei quali intrattengono ancora rapporti economici con Teheran, e se la nuova offensiva commerciale riuscirà a modificare gli equilibri geopolitici nella regione.
foto whitehouse.gov
