Strategia europea per le isole: nessun nuovo strumento per le piccole imprese
Le piccole e medie imprese delle isole europee, comprese le micro-imprese, rappresentano la spina dorsale delle economie insulari dell’Unione, ma operano in condizioni particolarmente svantaggiate: isolamento geografico, costi di trasporto e logistica più elevati, mercati locali di dimensioni ridotte, forte dipendenza da attività e domanda stagionali, carenza di personale qualificato e accesso limitato al credito. È quanto denunciato a Bruxelles dall’eurodeputata del gruppo “La Sinistra”, Elena Kountoura.
Secondo Kountoura, queste imprese incontrano notevoli ostacoli nell’accesso agli strumenti finanziari europei, o ne restano addirittura escluse, poiché requisiti amministrativi complessi, soglie minime di budget ammissibile e obblighi di cofinanziamento risultano incompatibili con la liquidità delle attività insulari, spesso caratterizzate da un fatturato fortemente stagionale. Le regole e i programmi di finanziamento attualmente in vigore, sottolinea l’eurodeputata, sarebbero infatti pensati principalmente per imprese di maggiori dimensioni e per i mercati continentali.
Nell’interrogazione, Kountoura ha quindi chiesto alla Commissione se intenda creare un asse di competitività specifico per le piccole, medie e micro-imprese insulari nell’ambito degli strumenti finanziari europei, della politica di coesione e del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, con criteri di ammissibilità adattati, soglie di investimento minime più basse e tassi di aiuto maggiorati per le regioni insulari. Ha inoltre domandato se siano previste semplificazioni nelle procedure di accesso ai fondi europei, così da tenere conto delle limitate risorse amministrative e finanziarie di queste imprese, e se sia previsto un sostegno tecnico e finanziario adeguato nelle aree critiche della resilienza e della specializzazione delle risorse umane.
Raffaele Fitto: “Nessun nuovo strumento dedicato”.
A rispondere, il 31 luglio scorso, è stato il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, a nome dell’esecutivo comunitario.
Sul primo punto, la Commissione ha chiarito di non avere attualmente in programma la creazione di uno strumento centrale dedicato. Nel corso dei futuri negoziati sui piani nazionali, tuttavia, gli Stati membri saranno incoraggiati a destinare risorse – anche attraverso strumenti finanziari – ad affrontare le sfide specifiche delle isole.
Quanto alla semplificazione delle procedure, Fitto ha assicurato che “i meccanismi di attuazione previsti dai Piani di partenariato nazionali e regionali risulteranno più semplici, facilitando l’accesso ai fondi europei per le piccole imprese”.
Sul fronte del sostegno tecnico e finanziario, la Commissione ha ricordato che la strategia europea per le isole stabilisce un quadro politico coordinato, fatto di azioni e raccomandazioni volte a orientare il sostegno comunitario e le politiche nazionali dedicate alle isole, comprese misure per ridurre i costi legati all’insularità e rafforzare la competitività delle imprese locali.
Tra le iniziative citate, la proposta di estendere fino al 2030 l’assistenza tecnica nell’ambito del programma “Clean Energy for EU Islands”, a sostegno della transizione energetica, della riduzione dei costi dell’energia e del miglioramento della competitività delle imprese insulari. La Commissione ha inoltre annunciato che le questioni relative alle isole saranno prese in considerazione nelle prossime revisioni del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) e del regolamento FuelEU Maritime, oltre che nell’ambito della revisione in corso della disciplina UE sugli aiuti di Stato, con potenziali benefici per la competitività delle piccole e medie imprese.
Infine, per quanto riguarda il sostegno alle categorie più vulnerabili, la Commissione ha ricordato che, nell’ambito del programma InvestEU, sostiene già programmi di microfinanza rivolti a soggetti esclusi dal circuito finanziario tradizionale, attraverso microcrediti, servizi di sviluppo d’impresa, mentoring e altre forme di assistenza.
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