Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com Strage di Strasburgo. Ricordando Antonio Megalizzi - Sardegnagol

Strage di Strasburgo. Ricordando Antonio Megalizzi

Un anno fa lo storico Christkindelsmarik, storico mercatino natalizio di Strasburgo, divenne tristemente noto per l’attentato di Cherif Chekatt, 29enne francese radicalizzato, nel quale perse la vita, a causa delle ferite riportate, Antonio Megalizzi. Insieme a lui altre 4 persone condivisero lo stesso destino, mentre altre 11 furono ferite.

Antonio, giovane giornalista e conduttore radiofonico, lavorava in una web radio, Europhonica, e credeva fortemente nell’Europa tanto da ripetere spesso che il suo sogno era quello di “un’Europa con meno confini e più giustizia”. Pochi minuti prima di incontrare il suo assassino era uscito dal Parlamento Europeo, dove aveva finito un’intervista.

Per ricordare la vita di Antonio e la tragica vicenda legata al suo destino, nell’ultimo anno sono state realizzate numerose iniziative, concorsi letterari, fotografici e documentari e oggi il capoluogo alsaziano ricorda quella giornata con una grande cerimonia pubblica.

Questa sera, alle 19:45, le campane di tutte le chiese di Strasburgo suoneranno per commemorare le vittime della strage del Christkindelsmarik, mentre gli abitanti saranno invitati a mettere candele alle finestre, in segno di solidarietà.

Alla commemorazione parteciperanno le famiglie delle vittime, diversi superstiti, il ministro francese dell’Interno, Christophe Castaner e il sindaco di Strasburgo, Roland Ries.

Ad aggiungersi alla celebrazione delle vittime dell’attentato anche il Parlamento europeo, che ha indetto un minuto di silenzio per ricordare le cinque vittime dell’attentato di Strasburgo di un anno fa. Si è aperta così la plenaria dell’Europarlamento, con le parole del presidente David Sassoli che, dopo aver citato per nome e nazionalità le vittime dell’attentato,  Antonio Megalizzi,  Barto Pedro Orent-Niedzielski, Anupong Suebsamarn, Pascal Verdenne, Kamal Naghchband, ha affermato: “Il terrorismo non bada alla nazionalità, colpisce tutti, colpisce le nostre società”. “Dobbiamo restare uniti nella difesa della libertà e dei principi fondanti dell’Unione europea”.

 

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foto europarl.europa.eu

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