Strage della scuola iraniana. Gli USA ignorarono gli allarmi dell’intelligence prima del raid?
Secondo un’inchiesta della CNN, alti ufficiali dell’esercito statunitense avrebbero ignorato gli avvertimenti contenuti nei database operativi, che segnalavano come le informazioni di intelligence relative ad alcuni obiettivi iraniani non fossero state aggiornate da anni. Nonostante ciò, avrebbero autorizzato una serie di attacchi, tra cui il bombardamento della scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh di Minab, nel quale, lo scroso 28 febbraio, hanno perso la vita 180 studentesse in età scolare fra i 7 e gli 12 anni, insegnanti e personale scolastico.
Secondo alcune vecchie immagini satellitari, l’edificio che ospitava la scuola risultava incluso all’interno del perimetro del complesso dell’IRGC nel 2013, ma nel 2016 venne separato da una recinzione, diventando di fatto un’istituzione civile chiaramente definita.
Citando tre fonti a conoscenza dei fatti, il servizio afferma che il sistema di sviluppo degli obiettivi del Pentagono generava automaticamente notifiche che richiedevano una nuova verifica dei dati di targeting, ma che tali segnalazioni sarebbero state accantonate dai comandanti, intenzionati ad agire rapidamente all’avvio del conflitto.
Secondo CNN, in sintesi, gran parte delle informazioni di intelligence usate per definire i primi obiettivi del conflitto, compresi i dati sulla struttura dell’IRGC accanto alla scuola, risalirebbe a oltre dieci anni fa, poiché gli analisti non sarebbero riusciti ad aggiornare tutti i fascicoli prima dell’avvio degli attacchi. I siti mobili e quelli considerati a maggiore rischio sarebbero stati aggiornati per primi, lasciando le strutture fisse, come la scuola, in fondo alla lista delle priorità e in gran parte non verificate.
Una delle fonti citate nell’inchiesta ha inoltre riferito che uno strumento di sorveglianza separato aveva rilevato cambiamenti nel complesso, ma che questa segnalazione non sarebbe mai arrivata al database principale di targeting né sarebbe stata trasmessa ai vertici decisionali.
L’inchiesta collega inoltre l’accaduto ai tagli al personale dell’unità per la mitigazione e la risposta ai danni ai civili, disposti dal segretario alla Difesa Pete Hegseth: l’unità in forza al Comando Centrale sarebbe passata da dieci membri a una sola persona.
Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato a CNN che l’indagine sull’attacco è tuttora in corso, ribadendo che gli Stati Uniti non prendono di mira i civili. Hegseth ha promesso una revisione approfondita, mentre il Comando Centrale (CENTCOM) ha rimandato ogni domanda all’inchiesta in corso, senza fornire ulteriori commenti.
Ma, a distanza di mesi dall’attacco, il Pentagono non ha ancora reso pubblici i risultati dell’indagine, mentre il presidente Donald Trump continua a minacciare nuovi attacchi su larga scala contro l’Iran, in parallelo ai negoziati diplomatici in corso.
foto Mehr News Agency
