15 Luglio 2026
EuropaPolitica

Stop all’invio di armi a Israele: l’appello delle associazioni dei consumatori al Governo amico di Benjamin.

Le associazioni dei consumatori CODICI, ADUSBEF e AECI lanciano un appello urgente al Governo italiano: fermare immediatamente le esportazioni di armamenti verso Israele. La richiesta arriva in un momento di crescente attenzione internazionale sul conflitto in corso a Gaza e solleva interrogativi sul rispetto delle normative italiane e del diritto internazionale.

Nel mirino delle tre sigle c’è soprattutto Leonardo S.p.A., colosso dell’industria bellica partecipato dallo Stato. Secondo fonti indipendenti come Greenpeace, SIPRI e The Weapon Watch, l’azienda avrebbe continuato nel biennio 2024-2025 a fornire a Israele elicotteri, cannoni navali, droni, radar e componenti per velivoli militari, tra cui gli F-35 e M-346. Tutto questo con il via libera dell’UAMA, l’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento del Ministero degli Esteri, ma senza una valutazione pubblica trasparente della conformità alla legge 185 del 1990, che vieta l’esportazione di armi a Paesi in conflitto o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.

“Non possiamo accettare che un’azienda pubblica continui a vendere armi a un Paese coinvolto in un conflitto che ha già causato migliaia di vittime civili” denunciano le associazioni. “L’Italia ha una responsabilità morale, politica e giuridica: quella di non essere complice, neppure indirettamente, di crimini contro la popolazione civile”.

A rafforzare la loro posizione, le associazioni ricordano il recente rifiuto del Vaticano di una donazione da 1,5 milioni di euro offerta da Leonardo al Policlinico Bambino Gesù, proprio a causa del coinvolgimento dell’azienda nella guerra. Inoltre, citano il rapporto della relatrice speciale ONU Francesca Albanese, che ha inserito Leonardo tra le imprese che avrebbero tratto benefici economici rilevanti dal conflitto in corso.

“Questa non è una battaglia ideologica, ma una richiesta di legalità, trasparenza e coerenza con i valori sanciti dalla nostra Costituzione,” concludono CODICI, ADUSBEF e AECI. “Lo Stato italiano non può contribuire, direttamente o indirettamente, a un conflitto segnato da gravi violazioni del diritto umanitario”

Ma se lo Stato italiano oggi è rappresentato da una Presidente del Consiglio che, fino a pochi mesi fa, sosteneva la soluzione a due Stati (israeliano e palestinese), salvo poi cambiare repentinamente posizione dopo l’ultima uscita di Donald Trump, è difficile nutrire molte speranze che il Governo italiano si impegni concretamente a favore dei diritti della popolazione in Medio Oriente.

foto Official U.S. Navy photo DOD