14 Marzo 2026
EuropaSardegna

Sterilizzazione forzata delle persone con disabilità: l’UE riconosce la gravità della violazione

La sterilizzazione forzata delle persone con disabilità resta una pratica drammaticamente diffusa in almeno 14 Stati membri dell’Unione europea, dove ancora oggi può essere imposta senza il consenso libero e informato degli interessati, spesso su decisione di tutori legali o autorità sanitarie.

Una realtà (poco democratica e rispettosa dei diritti umani) rimarcata dai deputati europei Carolina Morace, Gaetano Pedullà, Dario Tamburrano e Valentina Palmisano.

Intervenuti per chiedere un provvedimento normativo vincolante, i parlamentari hanno denunciato la palese violazione dei diritti umani e della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, nonché della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), ratificata dall’Unione e dagli Stati membri, evidenziando che la sterilizzazione forzata colpisce in modo sproporzionato le donne con disabilità, aggravando la discriminazione e contravvenendo agli obiettivi della Strategia europea per la parità di genere.

Intervenendo per conto dell’Esecutivo europeo, la commissaria Hadja Lahbib ha espresso pieno accordo sul fatto che la sterilizzazione forzata rappresenti una grave violazione di diritti fondamentali quali la dignità umana, l’integrità fisica, la protezione contro trattamenti inumani e il diritto alla vita privata e familiare.

La Commissione ha ricordato che, nell’ottobre 2023, l’UE ha aderito alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne (Convenzione di Istanbul), che riconosce esplicitamente la sterilizzazione forzata come reato. La nuova direttiva UE 2024/1385 sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica inserisce questa pratica tra i crimini da contrastare e impone agli Stati membri di recepire le disposizioni entro il 14 giugno 2027.

Nonostante il riconoscimento della gravità della questione, la Commissione non ha annunciato l’intenzione di proporre una normativa vincolante che vieti espressamente la sterilizzazione forzata in tutta l’Unione. Tuttavia, ha ribadito il proprio impegno nel monitoraggio della Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030. “Da questi processi – ha spiegato Lahbib – emergeranno indicazioni per colmare le lacune normative e aggiornare eventuali obiettivi e azioni future”.

Resta tuttavia l’interrogativo centrale dei deputati: perché, a fronte di una violazione così grave e riconosciuta, non si procede con una legislazione unificata e immediatamente vincolante per tutti i Paesi membri? La risposta della Commissione, pur dettagliata e coerente con l’attuale impianto normativo europeo, lascia ancora ampio margine di discrezionalità ai singoli Stati, rischiando di perpetuare un quadro frammentato e disomogeneo sul rispetto dei diritti delle persone con disabilità nell’UE.

Nel frattempo, dunque, non si procederà contro alcuna violazione dei diritti dei disabili. Il nazismo e l’eugenetica in Europa non sono finiti nel 1945.