10 Agosto 2026
Politica

Stato di diritto UE 2025: la corruzione è percepita dal 69% dei cittadini. Minacce ai fondi comuni europei

Il 2025 si apre con un monito severo da parte del Parlamento Europeo sulla tenuta democratica dei suoi Stati membri. Il rapporto della Commissione per le libertà civili, giustizia e affari internazionali, curato dal relatore Konstantinos Arvanitis, delinea un quadro europeo segnato da una profonda ambivalenza: se da un lato il ciclo annuale di monitoraggio stimola riforme positive, dall’altro emergono fratture strutturali che rischiano di compromettere l’integrità stessa dell’Unione.

Al centro delle preoccupazioni parlamentari si trova la progressiva erosione dell’indipendenza giudiziaria. Gli eurodeputati denunciano come, in diverse capitali, la politica stia tentando di esercitare un controllo diretto sulle nomine dei magistrati e sui sistemi di assegnazione dei casi, minando il diritto dei cittadini a un processo equo. Il caso dell’Ungheria resta emblematico in questa analisi, venendo descritto come un sistema in cui la concentrazione del potere politico e l’indebolimento degli organismi di controllo indipendenti hanno creato una sfida sistemica ai valori europei che richiede interventi correttivi non più rimandabili.

Il documento accende i riflettori anche su una crisi della libertà d’informazione che appare sempre più radicata. Il panorama mediatico europeo è descritto come un terreno di conflitti d’interesse, dove la vicinanza tra editoria e governi si manifesta attraverso una gestione opaca dei fondi per la pubblicità statale. I giornalisti si trovano oggi a operare in un clima di crescente intimidazione, stretti tra campagne di fango e l’abuso delle cosiddette querele temerarie, strumenti legali utilizzati con il solo scopo di prosciugare le risorse finanziarie delle testate indipendenti. A questo si aggiunge l’allarme mai rientrato sull’uso di spyware come Pegasus e Predator, tecnologie di sorveglianza che trasformano il lavoro d’inchiesta in un rischio per la sicurezza personale.

Un capitolo particolarmente critico riguarda la gestione del denaro pubblico. Il Parlamento chiede con forza un rafforzamento della condizionalità che lega il rispetto dello Stato di diritto all’accesso al bilancio UE. Emerge infatti il sospetto che alcuni fondi comunitari siano stati indirettamente utilizzati in attività che violano i diritti fondamentali, come nei settori dell’accoglienza dei richiedenti asilo o nei processi di istituzionalizzazione delle persone con disabilità. La posizione di Strasburgo è ferma: il sostegno finanziario deve essere subordinato alla piena aderenza ai principi democratici, senza alcuna eccezione dettata da mercanteggiamenti politici.

Sul fronte della legalità interna, la percezione dei cittadini resta impietosa. I dati dell’Eurobarometro citati nel rapporto rivelano che quasi il settanta per cento degli europei considera la corruzione come un fenomeno dilagante nel proprio Paese, con un focus particolare sulla sfiducia verso i partiti politici. Questa sfiducia è alimentata anche dalla scarsa efficacia delle raccomandazioni europee. Le analisi del 2025 indicano infatti che circa un terzo degli Stati membri ha mostrato progressi minimi o nulli nell’attuazione dei suggerimenti della Commissione, portando il Parlamento a lamentare come la stragrande maggioranza delle raccomandazioni attuali siano semplici ripetizioni di criticità già sollevate negli anni precedenti.

Infine, il rapporto non trascura il “lato oscuro” delle istituzioni europee, puntando il dito contro le condizioni carcerarie inaccettabili in diversi Stati. Il sovraffollamento sistemico, l’accesso limitato alla salute mentale e l’allarmante aumento dei suicidi nelle carceri sono visti come una minaccia diretta alla dignità umana. Secondo gli eurodeputati, la mancanza di una volontà politica chiara nell’eseguire le sentenze della Corte di Giustizia UE e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo rappresenta la prova finale di un indebolimento del primato del diritto, una deriva che mette a rischio non solo i confini interni dell’Unione, ma anche la credibilità del processo di allargamento verso i nuovi paesi candidati.

foto Producer : CE – Service audiovisuel Photographer : John Thys Christophe Licoppe Dati Bendo Copyright European Union , 2023